Concorso Letterario "Federico Ghibaudo"
I SENTIMENTI CHE L'AMICIZIA E LA FAMIGLIA FANNO
NASCERE
di Miriam Mazzoleni 1^G
Sono le 17.01, Cristina dovrebbe essere già dalla sua amica
Giulia, si erano messe d'accordo per telefono, di incontrarsi a
casa di Giulia alle 17.00
Cristina esce di casa urlando a sua madre che tornerà per le
18.00.
La casa di Giulia non è lontana e per strada Cristina pensa a
cosa le racconterà l'amica e a cosa, invece le racconterà lei.
Cristina arriva da Giulia, le due amiche, dopo essersi salutate,
vanno in camera per parlare più tranquillamente. E' Cristina che
di solito parla per prima, raccontando tutto quello che fa scuola
e Giulia, che racconta poco della sua classe, ascolta
pazientemente.
Ma oggi Cristina non parla. Si siede sul letto e quando Giulia le
chiede cosa ha fatto a scuola, lei non risponde. Cristina non
vuole raccontare all'amica che oggi ha litigato con alcuni dei
suoi compagni, i quali l'hanno presa in giro e l'avevano fatta
sentire inutile. E' proprio così che si sente ora Cristina,
inutile e colpevole di aver distrutto un'amicizia.
Giulia è una mia amica, ma è difficile parlare di queste cose
anche con un'amica. Cristina si vergogna di dire a Giulia come
oggi l'anno presa in giro, allora sta zitta e non dice niente.
Giulia, poiché l'amica non parla, inizia a raccontarle la
litigata che ha fatto con i suoi genitori: "Ieri sera, mia
madre mi ha riferito che domenica prossima, lei e papà avevano
pensato di andare a fare una passeggiata in montagna
tutt'insieme."
"Io gli ho spiegato che domenica avevo una partita di
pallavolo e che quindi questa passeggiata non si poteva fare o
almeno, io non ci sarei andata."
"Loro mi hanno risposto che non andrò alla partita e andrò
con loro" "Ti sembra giusto?" continua Giulia
"Ma non è tanto per la partita saltata, è che con i miei
genitori non mi diverto più come una volta, e molte volte loro
mi trattano ancora da bambina".
"Su questo sono d'accordo anch'io" dice Cristina,
lasciando da parte la sua angoscia, per parlare con l'amica;
"Anch'io provo la stessa cosa, ma non voglio offendere i
miei e così non glielo dico, anche se preferisco uscire con gli
amici".
"Quali amici?" ribatte Giulia "Noi non abbiamo
molti amici, quelli con cui usciamo qualche volta non sono
amici... bè tu dirai i tuoi compagni".
Con quest'ultima frase Giulia aveva ricordato all'amica la sua
piccola angoscia. "I miei compagni..." sussurra
Cristina triste.
Ora non parla più nessuno. Le due amiche sono zitte e tutte e
due pensierose.
"Sai" dice Giulia "tutte le sere prima di
addormentarmi penso al mio futuro a come sarò da
"grande", senza questi problemi (ma sicuramente altri)
e piena di amici veri e di persone che mi vogliono bene."
"Ma è da un po' di anni che ci penso e nessuno dei miei
sogni si è avverato"
"La speranza è l'ultima a morire",
"Speriamo" conclude Giulia.
"E si, ci vorrebbe veramente qualcuno che mi voglia bene ma
serio. Ci sono i genitori, loro mi amano, ma il loro amore è
dovuto, è scontato" "Io sono la loro figlia, tutti i
genitori amano i propri figli. A loro non importa se sono bella o
brutta, simpatica o antipatica, stupida o intelligente, io sono
la loro figlia e mi amano comunque io sia."
"Invece ci vorrebbe una persona vera, degli amici veri che
mi vogliano bene perché sono io, e non un'altra" continua
Cristina.
Ancora silenzio. Poi Giulia dice "Non arrendiamoci". E
Cristina "Hai ragione, in fondo la nostra vita non è così
orribile e poi si può sempre migliorare".
Le due amiche si sorridono felici. Cristina anche se non ha
parlato con l'amica della sua litigata con i suoi compagni ha
capito cosa deve fare: non arrendersi a cercare qualcosa di
meglio.
Sono le 18.01 Cristina dovrebbe essere già a casa, così saluta
l'amica e si danno appuntamento per domani.