Concorso Liceo Scientifico "Frisi"
INTRO
di Marica Pignatelli 2^C
(ci scusiamo con l'autrice per non aver potuto mantenere
l'impostazione grafica originale... molto originale)
PROLOGO
Là, davanti allo specchio dei pensieri miei, dove i taciti
tumulti s'affollano inquieti e stanchi, in attesa.
Là, tra i spirali di sogno e reali follie, quante ali di
farfalla e fiori appassiti, speranze uccise e illusioni
implacabili.
Là, l'immensità del pensiero, l'ironia della vita.
DELLA SOLITUDINE
Chiusa nella stanza, penombra e solitudine.
Era difficile stare a galla, vero? Sì, sì, musica a manetta e
silenzio dentro me, -Inerte confusione-
E anche oggi piove, te lo dovevi aspettare, ieri, livido il
cielo.
Un pò di televisione dalla sala, loro parlano di ferie, Simona
forse sta ridendo e io...Guardo fuori.
La pioggia é triste qui a Milano, lenta ed inesorabile scandisce
il rincorrersi dei minuti annegati in qualche pozza di ricordi
qua e là. E' tardi ormai, ma il sonno è scivolato via,
silenzioso nella notte, inafferrabile ladruncolo di sempre. E
io... Stavolta, guardo dentro, dentro me.
L'apatia di quei silenzi troppe volte ascoltati crescere ed
insinuarsi a tradimento, le lacrime tenute strette e una poesia,
la poesia delle mie solitudini.
Volevo
scrivere la mia solitudine
nel cielo
e con la pietra scalfire
il tormento
e schiacciare e schivare
e colpire a segno... Senza paura,
senza incertezza,
senza rumore.
Fermi a un semaforo col gelato in mano, inghiottiti dalla folla dell'ora di punta e poi a casa, le coperte insopportabili, quasi non respiro e stretta la bambola di qualche anno fa, e poi a scuola, sempre troppo estranei, e poi nel vento, nel mare e poi ... INTRO, INTRO, INTRO... Assaporare il vuoto che incalza lento, crogiolarsi tra l'ombre quasi compiaciuti, sempre troppo pigri per amare per primi.
"Rinascita"
Una musica lontana
nel rinfrangersi delle onde salate della vita.
Affogo la solitudine
vivo
E siamo tutti malati d'amore: chi ne ha avuto troppo senza
essere avvisato, e che quindi, stoicamente, si ostina a
trascorrere le sue giornate o da "INCAZZATO PERENNE" o
da "TRISTE" (dipende dal tempo), chi poco, ma si
accontenta e quindi, eh bé, gode, gode... E chi niente e,
nonostante ciò, con mirabile impegno e lodevole costanza si
autoconvince del contrario e riesce, naturalmente con poderosa
invidia di tutti, ad amare quantomeno se stesso.
L'AMOUR
Da quei complessati di Stranamore alla "Compravendita
matrimoniale" dell'irriducibile Marta Flavi, storie di
celebri corna su Novella 2000 e struggenti telenovelas per ogni
età, professione, sesso, lingua, marca di collant utilizzata,
religione, reddito, cultura... Cosa? No, no, cultura niente! Ah
bé, allora...
E al di là del triste, ma assai acuto varietà italiano, non
c'é comunque Par Condicio (neologismo multimediale) che tenga:
quando te tocca, te tocca!
Lo vidi, era splendido: Era splendido, lo vidi. E basta.
Ma quante di queste storie un pò grunge, quei maledetti colpi di
fulmine che non ti lasciano neppure un minimo d'amaro in bocca!
Interessanti anche i cosiddetti "ingaggi a lungo
termine" stile "Via col vento": corteggiamento
tattico con esito positivo, buon periodo iniziale, seguono
piccole liti il "Tira & Molla" che "fa molto
passionale".
Tante le margherite sfregiate: il "M' ama... Non
m'ama...", ritenuto ormai in via di estinzione, é in forte
ripresa.
Infine, molto diffuso e altrettanto deprimente, il modulo sempre
"a lungo termine", ma stile "Mammalucco":
corteggiamento interminabile spesso con esito positivo, forte
dinamismo di coppia: "Vediamoci domenica all'oratorio"
"Non posso, devo studiare storia dell'architettura funeraria
nella Bergamo del Medioevo.", oppure: "Dopo la
partitina a bridge, cosa facciamo, cara?" "Andiamo a
letto." "No, dai, sono stanco di dormire!"
Non resta che un trionfale: "Oui, oui,c'est l'amour!"
La gelosia é una minaccia comune a tutti i modelli sopra
elencati. E' pericolosa.
Diffidate anche dalle imitazioni.
Se presa in dosi cospicue, aumenta la tensione di coppia poiché
tende a precludere in modo critico la libertà dell'uno o
dell'altro partner.
DELLA LIBERTA'
"Illusione marina"
L'orizzonte
di lontano
sconfinato s'avvicina
solita illusione,
riflesso danzante
di un incredulo
stormo
di
gabbiani.
Libertà rapita e accarezzata, libertà bugiarda.
Promesse strappate dal vento, tra i fiori sonnecchiano, silenti.
E' svanita l'opportunità di scoprire una dimensione assoluta.
Nella morte. Nella vita.
DELLA MORTE
Ma guarda il cielo. E i colori di sempre.
Fottuta pioggia, mani in tasca, è un'ora che cammino: Dove sono?
persapersapersapersapersapersa
E guardalo, il cielo. Piange, piange sui tetti rossi, sulla
cenere del giorno, sul silenzio della notte. Piange su di me.
persapersapersa
Lacrime le mie, lacrime amare, della bambina che non vuole
appassire, nella notte senza luna, una corolla di spine.
Guardalo il cielo. Piange. Davvero.
Così placidamente immersa, galleggio nel silenzio dei miei
tumulti.
E' il respiro che mi manca, sprofondo nell'apatia del pensiero
spento.
Vuota dentro, la solitudine delle membra è il nulla più
assoluto.
Ma la solitudine dell'idea... E' triste e ancor più vera.
Sono l'unica qua dentro, l'unica di fuori, spaesata, stordita
dalla vita che mi scorre accanto, della morte che mi alita
addosso, pesante.
Non voglio musiche, sirene, banchetti, rumore, ancora una volta
cerco insaziabile l'odore della pace, la serenità di un'istante,
il riposo nel giorno, il riposo nella notte. Oh, verde vita che
sbocci a primavera, destami dal torpore, scrollami della paura,
rievoca in me la luce e la volontà di lasciarmi scoprire.
La morte sprezzante ti ride alla spalle, ancora una volta e
per sempre vincitrice nella crudele battaglia. Non ho risposte.
Solo, il confine tra amore ed egoismo così etereo, impalpabile.
Solo, il ricordo. Solo, il dolore. E poi, ho paura, Cristo, ho
paura, resterò sola, mi mancherà quel fragore, quel sorriso,
quel sapore, quella madre, quella madre.
Ancora una volta le parole nel silenzio. Il Silenzio.
E dopo...?
PER IL DOMANI
"Il treno"
Fugge fulmineo
saetta scintillante.
I finestrini,
lucciole nella notte,
abbagli
di una giornata
che,
trasecolante,
è già giunta
al giudizio.
E nonostante le missioni fin troppo segrete del novello James
Bond, ovvero l'acclamato Nathan Never, le innumerevoli puntate
alquanto lassative del beneamato vascello spaziale Star Treek, le
notevoli prestazioni della Maga Iole e le conquiste
dell'illusoria realtà virtuale, il futuro non ha più futuro, il
domani non fa più paura.
Troppa pubblicità per questo avvenire commerciale che,
nonostante tutto, continua a sorprendere, poiché comunque da
sempre in conflitto con l'arte della preveggenza e la prepotenza
delle certezze. Queste, del resto, scarseggiano un pò
dappertutto, presente incluso. Anzi, proprio nella nostra vana
attualità sta forse il reale punto interrogativo. Immaginandola
contemporaneamente sia come proiezione del passato che del
futuro, scopriremmo l'inesistenza del presente, o meglio, la
possibilità di percepirlo esclusivamente attraverso il mondo di
ieri e quello di domani.
Per estensione, noteremmo, una volta per tutte, come la storia
sia paradossalmente costituita dal perpetuarsi dell'oggi.
"Oggi"
Che freddo ho dentro,
oggi.
Che silenzio,
oggi.
La nebbia fuori
mi avvolgesse,
mi portasse via
via con sè,
dove finisce
il mare,
dove tramonta il sole.
E' la noia,
la pazzia,
il rancore
di oggi.
E per mutare questo eterno presente? No, non credo sia più
tempo per le risoluzioni radicali che, purtroppo, alla lunga,
hanno ben poco concluso; la contestazione nei confronti di un
sistema statico e impermeabile deve essere sentita dentro,
vissuta con grinta si, ma sopratutto con astuzia, ironia e
individualmente; infatti, solo ed esclusivamente partendo
dall'educazione del singolo si può raggiungere una felice unità
di massa e, conseguentemente, le importanti premesse di una vita
migliore.
Senza abbandonarsi troppo a scenari di favola e castelli
incantati, è indispensabile continuare a credere in quelle
illusioni d'ogni giorno che, benché piccole, possono renderci di
molto più felici.
Per il domani quindi, è importante seguitare a sognare: davanti
a un bel film, a una partita di calcio fra amici, affacciati alla
finestra, un pò ovunque insomma, ovunque si voglia.