Concorso Liceo Scientifico "Frisi"
EB 330 STORIA DI UN VIAGGIO EROICO ALLA RICERCA DI
CIBO
di Lorenzo Parma 5^H
"E' inutile che andiate, le scorte di cibo sono ancora
abbondanti" - "Stronzate, finiranno presto, da quando
ci siamo ridotti in sto posto dove d'inverno bisogna stare al
chiuso..." - "Non andate, aspettate che organizzino le
truppe di esplorazione" - "Andremo... siamo i migliori
tra i soldati."
Usciti dal luogo di riunione ci ritroviamo subito nel traffico
del cunicolo 141. E' uno dei cunicoli peggiori e più trafficati.
La pavimentazione è scadente e il traffico rende faticoso e
stressante il passarvi. E' inutile, odio questo cunicolo. Si
viaggia al buio utilizzando il sistema ANTENNE che da poco
abbiamo imparato ad usare.
Brusca curva, bivio, finalmente si riaccelera. Siamo al cunicolo
7 in direzione magazzini. I miei compagni fieri belli di andare
in una missione quasi suicida alla ricerca di un po' di cibo.
"Era vero quello che pensavo, le scorte stanno proprio per
finire."
Tristezza, ecco quello che si prova. Scaffali vuoti con le
guardie e i magazzinieri a riposare. Fermi. Inutili al buio della
fame generale. "Grazie per la razione."
Partenza, Dobbiamo uscire dai sotterranei per trovare nuove fonti
di cibo. Dobbiamo.
"Dall'ala 3 dobbiamo seguire i cunicoli 7 e 141 per poi
prendere l'uscita 4."
"Non conviene. Abbiamo i pass militari, usiamo i due tunnel
preferenziali e prendiamo l'uscita di emergenza."
Di nuovo nel traffico, spinte strattoni frenate e velocità,
rotolo inciampo riprendo voci odori rimbombi mi perdo...Posto di
blocco per accedere alle vie militari. Scambiano i dati
attraverso il sistema ANTENNE con due enormi guardie.
"Permesso accordato. Dovete comunque sgombrare questo tunnel
entro 15 secondi. Andate e buona fortuna..."
Stiamo spingendo al massimo. Poche le parole. E' facilissimo qua.
Brusii. Non avevo mai visto i tunnel militari. Uno scricchiolio.
Sono molto lisci, ampi e praticamente rettilinei. Ronzii. Siamo
fuori.
"Tempi rispettati." Sono le guardie all'uscita. Più
grandi di quelle dentro. Spaventose. Ci fermiamo un attimo a
goderci il solo tiepido di primavera. Qualche goccia di brina
imbianca intorno. Ci si sente bene. I primi germogli.I primi
movimenti. I primi di tutto. Primavera primi a dover voler
perlustrare. Primi.
"Coordinate e direzione." - "Trovate, muoviamoci,
non possiamo stare in giro più di due giorni".
Questa é l'uscita più lontana della civiltà sotterranea. Qua
nessuno dei nostri si muove. Là un brulicare di vita. Faccende
strane. Movimenti disordinati. Apparentemente. Ma tutti che
sanno, sono consci, fanno. Tutti per la società.
Ora il terreno, e le piante fino al targhet. E forse qualche
nemico. Siamo in cinque. Sono incerto. Ma sorrisi tra noi. Per
non condividere la paura. Battute. Perché il terrore non
dilaghi. E sotto il terreno che scorre scappa sotto la nostra
corsa accidentata dai sassi nei riflessi che rintronano di mosche
che volano ci sfiorano zzzz...
Siamo già alla foresta. Il sole più caldo filtra tra i fusti,
si infila e ci colpisce. Carezze calde, gustiamo le ultime, prima
della fredda foresta. Respiriamo con affanno e riorganizziamo le
fila.
Ci infiliamo sotto la fitta vegetazione, sola, inesplorata.
Il terreno qua è più nero. Puzza. Le radici ci affaticano
notevolmente infilandosi tra i passi. Ansimi, timori camminano
anche loro, con noi, senza inciampare. Gli steli, quasi tutti
verdi, talvolta marroni ci si piantano davanti alla corsa. Un
rumore. Ronza smette. Cosa? Si stanno calando dalle cime tre...
cosi. Assomigliano alle nostre truppe d'assalto, più grandi,
però, molto più grandi, a bande nere e gialle...
"Formazione da difesa."
"Sono vicine, attacchiamo."
"Aspettate, sembra che non freghi niente di noi."
"Strano, passano oltre."
"Seguiamole. Voi tre sulla destra. Noi le marcheremo da
sinistra. Prudenza."
Riprendono il volo, un poco, e noi dietro di corsa. Un lago.
Bevono, ce ne sono una marea. Ora la paura è sangue. Che ci
scorre.
"Rieccoci, rileva le coordinate, passeremo dopo, ora
rischieremmo di essere attaccati, andiamocene."
"L'acqua ci serve."
"Andiamo! Dai, verso sinistra piano, non facciamo
rumori."
"Continuano a sorvolare la zona."
I passi ora vanno piano. La paura è stata veramente fottuta.
L'abbiamo vista brutta, non tanto, ma il cuore mi si è aperto.
Stupidi uccisi da un pericolo nullooo...
"Bingo, un blocco di amido."
Lo attacchiamo con le pinze modifica con enzimi e assimilazione.
Stremati dal viaggio si adora qualunque cosa che dia una mano.
"Finalmente un po' di energia, continuiamo."
"Se abbiamo trovato questo, dovrebbero essercene
altri..."
"Eccoli...coordinate."
La zona è disseminata di questi blocchi. Il morale della truppa
è risalito di colpo. Nei loro occhi si nota la soddisfazione.
Non sono tranquillo. C'è qualcosa. E' nell'aria. Mi lascio
andare anch'io. Però...
"Iniziamo il trasporto...si rientra."
Non seguiamo una linea retta, ma cerchiamo il percorso migliore
per il trasporto...cosaaaa!...
"Cazzo, posizione di difesa."
"Giratevi e attacchiamo, ha già preso EB110."
"Lo sta già filando, è quasi immobilizzato."
"Voi alle zampe, io libero EB110."
"Mi ha preso; EB110 è spacciato, e io sono stato
morsicato."
"EB220 ed EB550 sono fatti...ritirata!"
"Veloci, seguiamo la traiettoria LINEA!"
Ci allontaniamo dal nemico alla massima velocità. Si inciampa
storditi dalle botte e dalla paura. Corse strane. Non ce la
faccio più.
"Fermiamoci, ormai siamo lontani."
"Come stai?"
"Sono conciato, inizio a sentire l'anestetico."
"Ho una gamba ferita, e anche il dorso...perdo sangue."
"Teniamo duro, dobbiamo raggiungere campo base, altrimenti
moriremo per niente."
Desolazione quasi palpabile di un'aria che si può quasi
tagliare. Moriremo. Forse per niente. Senza sapere... luci...
dove e quando torneremo... chi?
"Dove vanno le formiche quando muoiono?"
"Non so, credo che finiremo nel paradiso dei
guerrieri."
"Andiamo, dai, ci siamo già riposati abbastanza."
La velocità del ritorno sembra un rallentatore. Non riusciamo a
trovare le coordinate, non sento più le mie sei gambe, EB440
perde liquido giallo sangue dal forte dorso nero. Trasciniamo il
percorso che avevamo volato di corsa. Trascinarsi con dolore sul
terreno. Radicimontagne non ci fanno passare. Angoscia... Stiamo
schiattando, ma non sento male, non sento... Vedo i voli degli
insetti giallo neri, sole erba piante, il cibo ruota mi contorco,
i primi dolori camminano, EB440 soffre ma mi segue mentre avvisto
le guardie... sistema... ANTENNE
ruotano, ci raggiungono... mi tirano... su... parole di conforto
forse...
"Dateci le coordinate del cibo..."
"E3t;54A2" EB440 rantola ormai, io vedo i bordi
illuminati di bianco altre parole, di conforto in racconti di
missioni eroiche un bambino alberi, ci portano dentro i cunicoli
per farci vedere dalla Regina.
"Sono ferite gravi le sue... ormai non vive più... con noi.
Tu EB330 sei stato morso dal ragno, hai assorbito dosi troppo
massicce di veleno, non credo che vivrai..."
"Lo so anch'io... ma almeno è servita?" parole lucide
"Sì... sarai ricordato..." ...Ormai sono quasi privo
di sensi, vedo cose strane, acque e autunno gelo con morti fame
sete, ruota il buio ma ci vedo. Sento di strani... vedo prati
dall'alto uccello inseguo animali mai visti prede sento morte
vita nel sangue di un'erba nuvola acqua la paura. Buio. Mi
risveglio. Un poco.
Ho freddo e non muovo più le zampe, il dorso che mi schiaccia
pesante sul terreno, mi sento soffocare soffro.
"E' inutile che soffra..." sono le parole che sento
brusii confusi e vedo le morse di un'enorme guardia che si
avvicinano al mio collo...
POESIA
Zampe di pelo
camminano insieme
tante,
branco a caccia della preda.
Nero e buio
cieco
d'argento
luna e stelle accentuano ombre.
Gli sbuffi dalle narici
dei miei compagni
creano nebbia bianca
fredda.
Ormai sentiamo la paura
sentiamo vicino la preda
il cucciolo è reso lupo
che ormai ha la preda che sanguina tra le fauci.
Ho ucciso la vita
l'ho vissuta.