Concorso "Federico Ghibaudo"



"CAMALEONTE"
di Antonella Rampin 5^G




Sum: "Lasciami andare! Voglio uscire! Non trattenermi, non frenarmi, per favore!"
Pareo: "Cosa succede? che senso hanno queste parole? Chi sta parlando? chi è?"
Sum: "Liberami! Non reprimermi più. Ti assicuro che sarà molto meglio anche per te!"
Pareo: "Ma chi è? Dimmi chi sei!... Chi sei?"
Sum: "Sono io, che domande! Adesso vorresti gentilmente esaudire il mio desiderio o mi farai attendere ancora qualche anno?"
Pareo: "Scusa ma non mi è molto chiara la tua risposta: -Sono io- ma... io chi? Chi sei?"
Sum: "Vuoi che sia più preciso? Ebbene sono un'essenza vitale."
Pareo: "Eh, come sei complicato! Possibile che tu non abbia un nome, anche corto, con il quale tu possa identificarti o essere identificato dagli altri? Insomma come ti chiami?"
Sum: "Ora ascoltami attentamente. Ti svelerò un segreto: la mia determinazione non ha bisogno di alcuna convenzione."
Pareo: "Cosa?"
Sum: "Lo sapevo: non hai capito e forse è perché non vuoi capire. Per semplificarti le cose, perciò, ti permetto di assegnarmi il tuo stesso nome perché... io sono te, o meglio, io sono la tua realtà."
Pareo: "-Per semplificarti le cose?- Si, si, raccontala a qualcun altro. Oltre a comunicare con strani aforismi, adesso inizi a burlarti pure di me?"
Sum: "Figurati! Se facessi qualcosa nei tuoi confronti, in un modo o nell'altro, tutto si rifletterebbe su di me dato che, come io sono la tua realtà, tu sei la mia immagine, un po' falsa, a dir la verità, e che distorce parzialmente le mie caratteristiche e le mie qualità; immagine, quindi, che vorrei rimodellare, per evadere da quegli svantaggiosi rigorismi imposti al mio comportamento per il piacere, e di conseguenza per colpa, degli altri. Attualmente, però, sei l'unico tramite ed il solo strumento che permette il mio rapportarmi con il mondo circostante ed è per questo che denigrare te risulterebbe un infangare indirettamente me stesso."
Pareo: "A conclusione di questo discorso no posso far altro che riconoscere che hai ragione."
Sum: "Ah, lo ammetti!"
Pareo: "Sì, hai proprio ragione quando dici che io non voglio capire. Tante volte si percepisce sollievo ponendosi inconsapevolmente di fronte alle cose, sia che tale atteggiamento corrisponda al vero, sia che lo contraddisca."
Sum: "Sai cosa ti dico? Ora sei tu a dovermi dare una spiegazione."
Pareo: "Non mi fraintendere! Anch'io preferisco di gran lunga la verità e credo che non gradirei molto la vista di una "splendida coperta arabescata" sapendo che sotto di essa sono nascoste, oltre ad un cumulo di polvere, venti formiche, morte per il divertimento di una bambina che voleva scoprire quanto quelle minuscole bestiole avrebbero potuto resistere al suo peso, che si rivela lieve se paragonato alla massa di un elefante, ma immensamente enorme per esse. Il che mostra come dall'ingenuità possano talvolta scaturire conseguenze gravi e disastrose. D'altra parte, se si potesse evitare lo spettacolo funereo rimanendo nella completa ignoranza di questo massacro, la bella coperta apparirebbe come la soluzione ideale. Quindi essendo inattuabile annientarle, spesso si ritiene più conveniente celare le misere e penose condizioni, nelle quali, per caso, si compare per poi scomparire... senza troppi danni per il resto dell'umanità, ordinando a se stessi di non venire a contatto con l'idea di esse o, se ormai è troppo tardi, di non imprimerla nella propria mente ma allontanarla il più possibile."
Sum: "Costruisci un'immaginaria felicità quando la vita è sofferenza: ecco il tuo motto, in cui la proposizione temporale potrebbe essere sostituita, leopardianamente parlando, con la causale -perché la vita è sofferenza-. Il quesito che a questo punto ci si deve porre riguarda la sfera esistenziale personale ed individuale: "E' meglio, ossia, dona più felicità (estrapolando l'intimo significato di tale termine, che indica una sostanza piuttosto generica se non è individuato dettagliatamente) un dolce inganno o una sconfortante consapevolezza?". La premessa ad una qualsiasi risposta, per quanto forse in taluni casi, essa possa apparire immediata e scontata, consiste nella ricerca delle modalità da attribuirsi alla felicità, limitando il campo al suo nucleo basilare, da cui si irradiano strati, simili in qualità, ma non di certo in quantità. Cerca quindi di assorbire attivamente il seguente messaggio:

Vaga sensazione di serenità,
indistinta, amorevole, impalpabile.
L'autonominato filosofo, celeberrimo poeta
la concepisce una cessazione del dolore.
Ma di essa può colmare l'animo,
quand'anche si soffra,
perseguire un desiderio creduto certo
nella convinzione di essere nel giusto.
Scadendo nell'infinito si gusta il banchetto eterno di felicità, briciole si ottengono nella sfera umana. I piacere dell'illusione si scontra con la superiorità del disinganno: ha armi più potenti ma molto meno resistenti e, dopo un acre e dura lotta, ma esce sconfitto. Il vincitore non si esalta per lo svolgersi, positivo per lui, degli eventi, poiché ritiene l'insieme dei fatti avvenuti naturale e razionale; in una sola parola, necessario. Ciò che è perdura, mentre ciò che sembra si mostra come superficialità inconsistente. E' questa la differenza tra noi due. Tu sei una maschera che, per quanto possa apparire estasiante e meravigliosa, non corrisponde ne lascia sottintendere ma nasconde, in parte e talvolta totalmente, ciò che ricopre; tu puoi deteriorare e venire distrutta così rapidamente come sei stata creata, con un soffio, dato che sei in preda al mutevole e tempestoso vento della moda e della mentalità di un oggi presente, quanto passato o futuro. Io, al contrario, quando non sono nascosto dalla tua presenza, rivelo la mia vera sostanza. Non conosco il significato della parola falsità, o meglio, purtroppo lo so, ma ogni accenno ad essa, anche insignificante o addirittura indiretto, viene da me rifiutato e respinto con determinazione: il mio alter ego è la verità.
Ad un amico ti rivolgeresti sicuramente con queste parole: sono solo e gioioso della tua presenza. Non parli e la tua voce emoziona il mio cuore. Sei lontano e mi sento sicuro stringendo forte la tua mano. L'intensità del sentimento può forse svanire per la mancante fisicità dell'unione?
E i bene prezioso dell'amicizia è alimentato da affetto e rispetto reciproco ma costruito sulle solide fondamenta della sincerità: senza di essa l'edificio prima o poi crollerebbe. io sono nelle condizioni potenziali per avere un amico, e non solo uno, la loro attuazione dipende da te. Inoltre il mio primo amico è me stesso e se non esiste coerenza tra la mia interiorità ed esteriorità, non può che derivare una finzione riflessiva, ossia da me a me.
E' per questo che ti chiedo di spostarti finalmente dalla posizione, occupata ormai da troppo tempo, di sipario che ha dimenticato di aprirsi nonostante l'inizio della rappresentazione, tutt'ora in svolgimento.
Sai cosa ti dico? Ti preoccupi smodatamente dell'opinione pubblica: hai paura che non le possa piacere quello che hai da offrire dietro ai tuoi enormi tendoni, che presenti in aspetti e colori diversi ma sempre con la stessa funzione di coperture. Desiderare e non agire: ecco l'amara essenza dell'insicurezza. La prudenza è da abolire se si confonde con il timore e da sostituire con la regola del rischiare razionalmente.
Ho qualcos'altro da comunicarti: nell'aere immobile aleggia angoscia circoncisa dalla mortalità. Ma l'appartenenza rivelata cerca di essere negata. La coscienza inconsciamente pretende di carpire l'essenza vitale dall'irreale. Null'altro che perfezione imperfetta nell'eterna burla del destino.
La salvezza inaspettata sgorga dall'unica mano protesa gratuitamente: tu, dolce speranza. E lo spiraglio di luce si intravede già. Spera nel successo e sii pronto ad una possibile delusione: più che il riuscire conta almeno il provare.
Perciò non posso che ripeterti: "Lasciami andare! Liberami!" e ringraziarti se lo farai".