Faceva freddo.
Linverno quellanno era arrivato prima del solito e
con temperature molto basse e così, benché fosse ancora
Novembre, tutta la Città si era vestita con cappotti che di
solito sfoggiava a Gennaio.
A Leonard piacevano i cappotti; gli erano sempre piaciuti.
Lo affascinavano quei vestiti lunghi con i bottoni dorati.
Gli erano sempre piaciuti, i cappotti, ma non ne aveva mai avuti.
E così, mentre sul fiume iniziava a calare la sera, si ritrovava
immerso fino alle ginocchia nel mare dei rifiuti di un piccolo
ristorante per cercare qualcosa da mangiare, qualcosa che potesse
colmare quel vuoto che sentiva dentro ma che, lo capiva anche
lui, non sarebbe riuscito a riempire perché era un vuoto
interiore che lentamente lo stava distruggendo.
Era da tempo che non trovava una motivazione per vivere e già
più volte aveva pensato di buttarsi nel fiume ma allultimo
momento si fermava.
Sentiva qualcosa che lo bloccava, che lo costringeva a fermarsi.
Non riusciva a capire cosa fosse e così lui lo etichettava come
la volontà di Dio.
Non crediate con questo che Leonard fosse religioso.
Probabilmente lultima volta che era entrato in chiesa era
stato quando aveva sei anni. Fu a quelletà, infatti, che i
suoi genitori furono uccisi insieme ad una decina di persone in
un attentato nel centro della Città.
Da quel momento si dovette arrangiare e da trentanni viveva
come poteva, cercando di trovare sempre i posti migliori per la
notte, fuggendo dal freddo, nascondendosi nei sottopassi della
Città che non erano mai attraversati dalla Gente.
La Gente.
Era lei la più grande nemica di Leonard.
La Gente.
Con il sommesso rumore di passi, con le braccia appesantite da
ventiquattrore stracolme di scartoffie inutili ma vitali, con la
faccia rigida per lo sdegno.
Sdegnati per cosa poi?
Lui amava la sua vita gli piaceva poter conoscere la Città a
memoria pur non essendo un tassista o una guida turistica.
Per questo a chi gli gridava dicendo di andare a lavorare, lui
rispondeva pacatamente che non chiedeva niente a nessuno, lui
viveva con la Città e la Città lo proteggeva anche se forse
quell inverno non sarebbe riuscita a farlo a sufficienza.
Era consapevole che quelli per lui potevano essere gli ultimi
giorni e che il freddo avrebbe potuto ucciderlo anche quella
stessa notte, ma non se ne curava.
Non gli interessava se gli avessero fatto un funerale, se
lavessero additato come un mentecatto o se lavessero
accusato di non essere riuscito ad adattarsi alla Città che
stava cambiando.
Non gli interessava.
Lui voleva soltanto vivere la sua vita da eremita in mezzo alla
folla. Ogni sera si guardava intorno prima di dormire e cercava
di immaginare dove potesse essere se i suoi genitori quel giorno
di trentanni fa fossero rimasti a casa.
Leonard si era creato una vita parallela che gli piaceva ma che
non avrebbe mai cambiato con quella reale.
Con il passare degli anni si era abituato a vedere di fronte a
sé il vuoto, il silenzio e la paura.
Perché la Gente lo temeva.
Non sapeva che non avrebbe mai fatto male a nessuno.
Per Lei era soltanto un parassita della società che vive alle
spalle e sulle spalle della Città.
Non importava se aveva cercato di ottenere centinaia di posti di
lavoro.
Per la Gente abituata ad avere degli schemi, abituata ad essere
trattata come un bambino cui dire cosa doveva e cosa non doveva
fare, Leonard rappresentava lantitesi alla vita moderna e
questo la spaventava perché per Lei tutto doveva essere scritto
su un foglio, racchiuso in un floppy, inciso su un CD: tutto
doveva essere prestabilito.
Per questo ogni giorno leggendo di morti di freddo non provava
dispiacere.
Per Lei Leonard era un essere in via destinzione e prima la
specie fosse scomparsa meglio sarebbe stato per la Città.
Leonard soffriva per questo e avrebbe voluto che tutto fosse
diverso, più umano; ma non poteva farci niente.
Lui doveva solo tirare avanti cercando di non intralciare i piani
della Città.
Lui doveva solo tirare avanti.
Ma quell'inverno non ce la fece.
La prima notte di Dicembre lo sorprese su una panchina coperto
solo di un giornale di una settimana prima.
La Gente lo vide e passò oltre finché la Città non lo
inghiottì.
Leonard era lì, addormentato come un bambino.
Gli sarebbe servito un cappotto.
A Leonard piacevano i cappotti, gli erano sempre piaciuti.
Lo affascinavano quei vestiti lunghi con i bottoni dorati.
Gli erano sempre piaciuti, i cappotti, ma non ne ebbe mai.