Segnalazione Speciale Giuria
Avevo solo voglia di scrivere.
Non pensavo alla pioggia. Non al vento.
(che porta tristezza)
Avevo solo voglia di scrivere.
Fermo nel buio
ti cercherò ansimando.
Non vedrò lo stelle quella sera.
Ma sentirò il profumo
ristagnante nel vento.
E lontano, lontano, andrò come uno zingaro,
per la natura, lieto come una donna.
RIMBAUD
Elefanti di Giava
corrono.
Ed io mi sdraio
stanco per il vibrare del suolo.
Vincendo le forze gravitazionali
potrò
riposare.
Ci sdraieremo
sugli abiti riposti
disordinatamente.
Ci guarderemo timidi
vedendo la carne
nuda
arrossire.
Ci sfioreremo debolmente,
in silenzio,
per non svegliare
col rumore
il cuore. (farebbe male)
Sensualità
Idealizzando
la realtà
cruda.
Seguiranno le riflessioni di fine secolo.
E siederemo
attenti
intorno al vecchio
sperando di sentire
(almeno per questa volta)
Amore bussare timidamente alla porta.
Fino ad ora
ha sfondato muri,
impetuoso come guerre nucleari.
Cercavo di spolverare la superficie,
ruvida come lingua di gatto,
Ma il mio gesto era violento
vedevo le mani sanguinare.
Dai
capezzoli
del quadro
succhiavo avidamente la gioia.
...E se ci trovassimo
seduti nel bel mezzo
della scena di unoperetta russa.
Forse cominceremmo a ridere
e ci terremmo per mano, per non sentirci soli.
Ascolteremo le voci, attenti,
senza capire lessenza del loro amore.
Fingeremmo allora di viaggiare
e ci risveglieremmo,
senza fiatare,
sulla terra del campo sterile.
E cominceremmo a seminare,
per non sentire il freddo
provenire dal mare.
Sdraiati al suolo
attenderemmo stanchi
di veder crescere i frutti.
Come germogli.
...E se ci sentissimo vicini,
seduti sul letto
della stanza.
Forse cominceremmo a fissare
il quadro della parete, parlando
delle guerre nucleari,
per non gioire degli attimi rubati al cuore.
Stanchi ci alzeremmo
e cominceremmo a camminare
sui petali caduti,
sentendo il viso appassire stridulo.
Non canteremmo canzoni,
ma cercheremmo di capirne lessenza.
...E se banchettando con Saffo
vedessi cadere dal pero
una mela
ricoperta di sabbia.
La strofinerei sugli abiti sporchi,
e cercherei di trovare
il verme.
Ed ora ti scrivo. Semplicemente.
Le parole, dette in questa sera, rinfrescano
ancora il viso, soffiandoci sopra.
Cè vita fuori dal giardino. La scopro piano.
E ti penso dolcemente.
Non ci sarà nessuna esplosione, almeno spero.
E mi siedo.
Le parole scivolano piano. Piano.
Sento lodore che respiri silenziosamente.
senza capire.
La musica. Sinead OConnor.
Mi ubriaca furtivamente. E ladra.
E quanto ti desidero questa notte,
perché fuori ci sono le stelle. E bisbigliano.
Fanno allamore.
E enorme quello che ho dentro, piccola danzatrice.
Ci faccio a pugni, ammaestro fuochi.
Sei leggera qui. Sinuosamente riecheggi.
Come rumori.
E stupendo quello che provo, piccolo salice.
Smettila di piangere. Il tempo porterà lontano.
E sarai ridente.
Scolpisci castelli di lavanda. Mostrameli.
E un profumo che nuota nellaria. Leggero.
Piccola ragazza, adesso vorrei viverti, proteggerti.
E dolce il pensiero di te, di polveri vive.
Lasciati cogliere nel vento.
Margherite nellaria. Li vedo ancora i petali.
In questo zoo cerco ancora il fenicottero. Rosa.
E nuovamente sotto il cielo ti penso.
Pagine morsicate dal tempo.
Ora le vedo.
Le piego e ripongo piano.
Svuoto le tasche. Pensando.
Strani ricordi nellaria.
amici, amiche, amanti.