Come qualsiasi uomo che affronta la vita,
cammino,
appoggiandomi, talvolta, al mio bastone,
suonando la mia chitarra per cantare che sono vivo,
scrivendo i miei pensieri per dire: -Sono libero!-
Se incontrerò un uomo solo,
mi fermerò per stare con lui,
forse solo per un istante:
in quel frangente
io sarò il suo appoggio,
io sarò il suo canto,
io sarò la sua voce.
Cercherò di aiutarlo perché
lui abbia un bastone robusto come il mio,
la sua chitarra canti note nuove,
la sua penna non sia più analfabeta.
E anche se farò poco
non sarà più solo,
anche se io andrò via.
Quel giorno che, stanco,
cercherò di appoggiarmi al mio bastone,
e questo non reggerà più la mia fatica,
e le corde consunte della mia chitarra
decideranno di abbandonarsi al tempo,
e la mia penna avrà finito
anche lultima goccia di inchiostro,
una parte di me starà ancora
continuando il mio viaggio,
intonando le mie canzoni,
stendendo le mie poesie.
E io e loro vivremo
nei viaggi, nei canti e nelle parole
di uomini che non sono più soli.