Concorso Letterario "Federico Ghibaudo"

2° Classificato


REALTA’ VIRTUALE

di Matteo Pozzi - 3^I





PROLOGO

“Quanto manca all’Evento, Lucifero?”
“Si e no mezz’ora, Signore”
“Il solito pressappochista! Quanto precisamente alla fine del processo di disconnessione del Sistema, Figliolo?”
“32 minuti, il countdown procede, Papà” “Bene, diamo inizio alle danze, Ragazzi!”



ATTO PRIMO

L’arabo pazzo l’aveva predetto, prima che le striscianti legioni del Caos rigettassero quell’insignificante ammasso di carne nell’oblio donde era venuto. Sarà stata l’allucinante atmosfera di quella notte, un’unica maligna stella urlante di aliena luminescenza in un cielo troppo buio per i canoni terrestri, un occhio pulsante di furia, schiuso su di una monolitica volta di antimateria levigata negli eoni da qualche macabra divinità danzante, ma non riuscivo assolutamente a farmi uscire dal cranio l’inesplicabile distico, parto o forse generatore della sua stessa follia, che un solitario antiquario di una vetusta cittadina del Rhode Island aveva diffuso come monito al mondo intero, ormai un secolo fa...

“That is not died wich can eternal lie,
and with strange eons even death may die”
“(Non è morto ciò che in eterno può attendere,
e col volgere di strane ere anche la morte può morire)”

Quella notte stimolava il mio mai sopito gusto dell’orrido, e mentre riflettevo su quello che di lì a poco sarebbe successo, i miei occhi corsero sulle pagine finemente cesellate della nuova edizione economica del “Necronomicon” che avevo acquistato qualche giorno prima in edicola, per la pura curiosità di vedere quali nuove lordure venissero propinate alla gente come profezie a buon mercato. Quegli schifosi degli editori ci campavano, sulle paure di casalinghe nevrotiche e sulle convinzioni di ottusi branchi di ragazzini membri di una qualche dannata associazione new-age. Grimori medioevali, trattati alchimistici, squallide rivelazioni di falsi profeti dell’Apocalisse, erano tutti ben in mostra sugli scaffali delle librerie del centro. Ora che nel terzo millennio dell’era cristiana l’umanità cieca e idiota si era lasciata affogare dalle proprie stesse paure e aveva cercato un paradossale rifugio sulla maledetta isola delle menzognere pseudo-religioni, trascurando la sola Verità, ora che sotto il segno dell’Acquario si avviava lungo il suo triste meriggio verso un tramonto armai imminente, ora che “la fine del mondo era vicina” (assurdo grido troppe volte proferito) insomma, quel 22 dicembre 2012 Anno Domini non sembrava davvero la notte di vigilia di...
“...sidente degli Stati Uniti Billy Corgan ha reso noto pochi minuti fa il tragico decesso di ZED7, l’ultimo dei sette umanoidi provenienti dal sistema Zeta Reticuili sbarcati sul pianeta Terra tre anni fa. La morte pare sia sopraggiunta per cause naturali la scorsa notte. “E’ una notizia terribile, un duro colpo per tutto il paese” , ha commentato Corgan dall’ambasciata statunitense a Lima, dove si trova in visita ai 49 ostaggi del gruppo “Tupac Amaru”, che festeggiano proprio in questi giorni i sedici anni di prigionia. I funerali di ZED7 si terranno in settimana presso la Sacra Cappella di Nostro Signore Dispensatore dei Miracoli del Parco Divertimenti “Area 51”, Nevada. Ed ora il vostro DJ Ric vi spara su un po’ di musica con “Attacco ormonale”, il nuovo singolo del gruppo cyberska più amato d’Europa, gli Abbiokko, i cui componenti The Ste e Askat sono stati recent... click!
Cambiai schifato il canale della radio. Sebbene i governi mondiali avessero sempre sdrammatizzato tutto, il momento era giunto. Del resto, eravamo passati indenni attraverso il 2000, e con esso per il 2001, il 2002, e con l’unica emozione del definitivo sbarco degli alieni, il giorno di Capodanno del 2010. Sette giganti cinerei dai grossi occhi a mandorla, che la gravità terrestre e l’autocelebrativa azione di “integrazione” di un governo che li riteneva proprietà privata aveva annichilito e mascherato da patetiche e buffe attrazioni di quel bieco circo che era stato nel secolo scorso la più segreta zona militare del globo. Potenza dell’Uomo! Chi si era fatto trentasette anni-luce di viaggio, avendo appreso i segreti della quarta dimensione, degli spostamenti nel tempo e delle particelle sub-atomiche, si era poi trovato imprigionato in un cubo di plexiglas ad agitare la manina per salutare e a far levitare delle pallette di gomma con la forza della telecinesi, per il divertimento e il sadismo di una mandria di milioni di rincoglioniti. Rincoglioniti che li trattavano come bertucce, ma la cui scienza era indietro rispetto alla loro almeno quanto la distanza che separava i due pianeti, e che eppure non erano riusciti ad instaurare con essi una forma di comunicazione più sviluppata di quella con cui si addomesticavano delfini ed oranghi. Era solo una delle mille contraddizioni di un mondo vecchio, spiritualmente parlando, e che ora...
“...ande attesa su tutta la Terra per il misterioso evento predetto da migliaia di veggenti nonché da una foltita schiera di archeologi, astronomi e geologi pressoché concordi nell’affermare che in questa notte tra il 22 e il 23 dicembre uno sconvolgimento di natura ancora ignota si starebbe preparando ad investire il pianeta. Alieni? Anticristo? Atlantide? Le ipotesi si sprecano, sentiamo al riguardo l’autorevole parere dell’Indagatore dell’Occulto Randolph Wells, famoso per la propria originale teoria della Realtà Virt... click!
Cambiai nuovamente stazione. Quel Wells l’avevo sempre odiato, un bugiardo “occultista”, un perdente, ma che da un paio d’anni era balzato agli onori delle terze pagine per i suoi puerili convincimenti. Un semplice opportunista che era riuscito, nel clima di generale smarrimento della ragione dell’epoca, a rendere plausibile ciò che andava blaterando da anni, i soliti mucchi di favolette che fino a una decade fa sarebbero stati buoni solo ad incantare i fans di quella vecchia serie TV, The X-Files. In quei giorni però tutto era diverso. Dagli approfonditi studi condotti da intere équipe di scienziati di ogni campo riguardo ad antiche rovine maya ed egizie rinvenute nel ‘99 ed anormali fenomeni astronomici, quali lo spettacolare passaggio dell’asteroide Tutatis del 26 settembre 2000, e dalle conferme giunte dalla comunità geologica della fondatezza della teoria dello scorrimento della crosta, si era giunti a concordare per quella notte uno “sconvolgente evento planetario” riguardo la cui natura le autorità avevano mantenuto il più stretto riserbo. Scatenando, ovviamente, l’ira e la fantasia di sette miliardi di persone facilmente suggestionabili e causando così da una parte la proliferazione di ciarlatani come Wells, dietro i quali sbavavano orde di fedeli, e dall’altra il ripetuto succedersi di potenti sui troni dei maggiori Paesi, ciascuno eletto in un nugolo di promesse circa la rivelazione dell’Evento alla massa. In realtà pochi, neppure i governi, sapevano, ed io ero tra quei pochi...
“...aia di persone sono da giorni assiepate attorno ai luoghi che, a dire dei veggenti di mezzo globo, saranno teatro dell’Evento di questa notte. Tra poco, giro di collegamenti con i nostri inviati; la scaletta degli interventi è: Fatima, Lourdes, Civitavecchia, Disneyword, Graceland, La Mecca, Palenque e Giza. Ma prima una notizia di sport, calcio: l’attaccante dell’Ambrosiana Inter, Cristian Campos, dopo la tripletta in finale di Coppa Intercontinentale contro il Verdy Kawasaki, ha dichiarato di non voler scendere in cam... click!
Patetico. Era la sola definizione che mi veniva in mente per descrivere ciò che stava capitando. Tutti volevano sapere la natura dei fenomeni identificati dalle scienze stesse negli anni precedenti, ma nessuno gliela svelava, e allora cercavano risposte nella loro fede risvegliata, quale che essa fosse. Solo io sapevo, e pochi con me. Ma il tempo ormai era giunto. Non ci sarebbe stato bisogno di spiegazioni. Sarebbe accaduto e basta, nel giro di...
“...ono le ore due e trentadue minuti. La parola, dagli States, alla nostra coppia di inviati speciali Pale e Ale, che si trovano per noi a Graceland, dove una schiera di appassionati attende a minuti la resurrezione di The Pelvis, vai Pal... click!
...nel giro di tre minuti. Giusto il tempo per ripassare le formule, e poi...
“...strazione dell’Eurolotto di stanotte: Atene: 12, 30, 36, 72, 216; Brugherio: 18, trenteset... Ehi che diavolo sta succeden... bzzzzz”
... e poi accadde: il momento era arrivato, ed alle ore 3:36 a.m. in una dozzina di case sparse per il globo, io e gli altri trentanove Eletti del gruppo “Verità Cthulhoide” chiudemmo gli occhi e recitammo il sacro distico per consentire ai nostri Sovrani di tornare a dominare la Terra: il Cancello di Irem si sarebbe riaperto, la vecchia e stolida umanità spazzata via in un sol colpo, e la nuova Era sarebbe cominciata! Ia, Shub-Niggurat! Ph’ nglui mglw’ nafh Cthulhu R’ lyeh fhtagn, Cthulhu fht... click!



ATTO SECONDO

“Disconnessione ultimata”
“Non è stato un granché spettacolare, nessuna discesa di un nuovo Messia tra fumo e luci stroboscopiche, nessuno squillo di trombe del Giudizio, niente resurrezione di Atlantide, niente U.F.O., niente effetti speciali, anzi, a dire il vero, niente di niente. Solo una leggera vibrazione, un ronzio, l’impercettibile battito d’ali di una libellula, ed è successo, Signore. La Missione è compiuta.”
“Ottimo lavoro, Agnello. Come stanno i nuovi arrivati?”
“Credo debbano ancora abituarsi alla Luce della Casa della Vita, ma è solo questione di tempo.”
“Beh, quello non ci manca di sicuro. Del resto, abbiamo atteso in eterno e dopo strane ere anche la morte è morta”, sorrise Dio.
Il Quinto Ciclo Universale si era concluso. Nella Casa della Vita, da qualche parte dell’Ennesima Dimensione, i miliardi di anime che avevano abitato i corpi degli Esseri negli ultimi, diciamo, dodicimila milioni di anni, si erano svegliate. Il meccanismo collegato ad esse attraverso il quale avevano avuto l’illusione di vivere e morire nella loro esistenza materiale, “una specie di cybertuta per lo spirito”, amava definirla il suo ideatore, l’Angelo Quetzalcoatl, si era spento. Ed ora esse schiudevano i lor mille occhi su quel nuovo mondo, uscivano dal liquido amniotico che le aveva avvolte per secoli durante la loro ultima incarnazione, dando loro l’illusione di sensazioni visive, uditive, tattili, tutto quello che comunemente chiamiamo “Realtà”, e cominciavano la propria esistenza metafisica, nella gioia eterna alcune, altre ancora imprigionate nel loro misero guscio corporeo, senza capire cosa era successo, cos’era stata quella vibrazione udita e perché mai, sebbene continuassero a vedere, sentire, persino odorare il loro mondo solito, avessero la sensazione di bruciare, tra fiamma invisibili (ma è inutile insistere sui particolari, rovineremmo l’happy-end). Superfluo dire che se questa fosse una rappresentazione teatrale, tra queste avreste visto anche il narratore del Primo Atto. Ma gli altri vissero felici e contenti...



MORALE DELLA FAVOLA

“Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora” Matteo 25,13