Liceo Scientifico "Paolo Frisi" - Monza

Concorso Letterario "Federico Ghibaudo"

 

"LABIRINTO"

di Elisabetta Valcamonica - 2aM



Se esercitassi la mia mano sinistra imparerei a scrivere anche con quella.
E invece mi trovo spiazzata da questi limiti, da questi confini che la realtà pone al mio regno disordinato. E tutti gli sforzi che faccio per uscire non servono a nulla, anzi, mi fanno ricadere, ed è dura rialzarsi; se non fosse che ho trovato la luna, che si china e mi porge la mano, che mi aiuta a ricominciare. La luna, una guida salda e sicura, un’amica fedele e silenziosa che osserva, e sa parlare più di ogni altro. E’ bello lasciarsi trasportare dalla musica, seguire leggera le note, e volare nel cielo stellato, e guardare il mondo addormentarsi... Sapere di poter pensare, fare vagare libera la mente nell’aria fresca per cogliere il mistero di un sorriso, di ciò che racchiude in sé il gusto della vita, il vivere stesso: una cosa fantastica, e non merita di essere sciupata, di essere buttata via.
E il sole sorgerà di nuovo; un raggio di luce bucherà il buio della mia mente, che troppo spesso non riesce a lasciar perdere il pensiero di imparare a capire...
Ho visto un gatto giocare, e i dolci colori dell’alba invadere la campagna; ho visto le stelle sorridere, e la paura negli occhi di un giovane passero che non riusciva a rialzarsi in volo, la paura di dover rimanere per sempre intrappolato e non poter più parlare con le nuvole.
E’ un miracolo questa vita che racchiude tutto l’universo, che passa in ogni istante nelle mie mani, e scorre negli sguardi puri e caldi dei veri amici; una vita unica e speciale. E scoprire questa unicità mi spinge a non smettere di cercare, perché la banalità è un nemico da fuggire, ed è brutto il rumore del vuoto interiore. Sento l’indifferenza girare fra i banchi di scuola, e cattiva condizionare i rapporti già deboli di persone diverse tra loro, ma rese uguali dallo stesso copione che si ostinano a recitare. Ho scoperto l’amicizia di uno sguardo, di due occhi sinceri che vogliono e possono accogliermi...
Tornerò a sdraiarmi sulla neve ad ascoltare il silenzio sotto il cielo azzurro tra cime di montagne uniche e speciali. E poi condurrò la mia anima a correre sui prati e nei boschi, dove sento libera la libertà. La cosa più bella che ho della vita è la vita... e so che tutto ciò che accade non avviene a caso.

Il fatto è che non riesco a parlare... a volte sembra che tutto vada bene, e poi arriva il dolore come uno schiaffo improvviso, e di nuovo lacrime scendono, e si perdono nell’aria; ora so cosa fa star male.

E in questo labirinto di pensieri mi perdo, mi sto perdendo, e cerco la strada per uscire; ormai è come un tunnel che piano piano mi sta portando a rivedere la luce, una luce che forse non sono mai riuscita ad afferrare, pur avendola sottomano...