Liceo Scientifico "Paolo Frisi" - Monza |
di Dacia Dalla Libera - 3aE
Una Persona (o maschera, che dir si voglia) si aggirava
inquieta tra scheletri di palazzi accatastati, mentre il suo
destino, inesorabile, si dipanava. Nellacerbità dei
muscoli tesi del suo volto, si leggeva il divenire ineffabile
dellanima.
Polvere nei suoi capelli, fumo tra i suoi pensieri.
Allimprovviso, come nelle più scontate delle storie (ma
che cosè lovvio prima o poi Qualcuno me lo dovrà
spiegare), fu rinvenuto un insolito, memorabile manoscritto.
Circe vagava per i grovigli di sentieri dissestati di
una patopoli (1) come tante altre, gettando uno sguardo sfuggente
ai campi di grano indorato e tristemente secco. Lacrime copiose,
dal liquido puro e irresistibile, le solcavano il viso e come
gelide lame di ghiaccio si infrangevano al suolo. Rare
meraviglie, ognuna pericolosa e inestricabile.
Si intuiva tra i rivoli rossi, la sagoma di un sole paonazzo.
Macchie imbizzarrite di colori componevano una intricata figura
tappezzata ed eccezionalmente variopinta. Nel vivo, malinconico
autunno pareva riflettersi lessenza di quella disumana
città. Nel tripudio di gradazioni sosservava la vincente
commistione desperienze e virtù, da cui scaturiva
unenergia ossessiva. La mescolanza ha sempre generato i
frutti più succosi.
Pensieri burrascosi di un assurdo soliloquio
Questo strano mondo, che ha forse raggiunto
limo della decadenza, svezza risibili esseri costretti a
vender sangue per affermare la propria esistenza. In questa
corte dei miracoli, tra cumuli di spazzatura, un
Padre inculca con rabbia lAngelus a un blasfemo bisex, una
negromante sfida con sarcasmo un muezzin, cullati in sottofondo
dalla nenia insistente dell om mani padme hum.
(2) Nella società matrigna la lebbra dellodio dilaga
oleosa.
Fumo sale dal fondo.
Una calma feroce, implacabile, temibile e inveterata penetra
sinuosa nei ghetti. La salix caprea (3) è stata
troncata di netto. Ennesimo irrazionale etnocidio: singhiozzi,
respiri spasmodici.
Il colore non ama essere messo in discussione.
Creature imperfette animate dallimpellente necessità di
opporsi, distinguersi, predominare. Vili bestie da soma camuffano
la propria identità nella speranza di essere accettate
sottostanno allintegrazione; assistiamo
allimpiccagione dellio.
Uomini fummo e or siam fatti sterpi.
Smorfia di dolore del Cristo crocifisso a una tela di Van Dyck.
La realtà è vestita di catrame.
Si udivano in lontananza melodie di uccelli in attesa di
partire.
Circe faceva le abluzioni in una flache (4) di agonia.
Si sentiva avulsa da ogni contesto:
strana, straniera, straordinaria.
Pennellata ocra a coprire tutto il dipinto di una vita. Intrappolata in una spirale di consuetudini, chiusa in una metropoli sotterranea. Inutile tessere o disfare: non sposterai di un millimetro il macigno schiacciante della realtà. Odore di gigli appassiti, lamento funebre di una lucciola che ha smesso di splendere. E se fossi solo il bozzetto inusitato di un distratto pittore?
La Storia si è impaniata, sotto il cielo nubiloso.
Pare che il mondo insista a voler svolgersi altrove.
Lepeira (5) urla la sua Verità.
...............Linferno
è una realtà vista troppo tardi (Locke)
Ma.
Buffo scherzo del destino. Esiste una controrealtà.
Imprevedibile, una quercia maestosa, senza nome e senza tempo, si
stagliava fiera contro il profilo dellorizzonte.
Campeggiava su tutte le sofferenze umane. Conosceva attraverso le
radici i moti segreti della terra, insieme alle gocce di rugiada
aveva assaporato lalternarsi del giorno e della notte.
Trasfigurazione.
Ironia del tragicomico le bidonvilles ammaliano lo spettatore
incredulo, come rose nel deserto.
Del resto, se si osserva da tre angoli differenti una forma
contenete tre colori nello stesso tempo, ne risulteranno tre
caratteri diversi.
Forse è tutto solo unimmaginazione. Il rosso di Picasso,
il giallo di Mirò potrebbero essere solo ingannevoli apparenze.
Daltronde non sarebbe squallido un mondo opaco, in bianco e
nero?
La policromia è straordinarietà, universalità
dei sentimenti umani. Tutti sono stranieri ma
nessuno si sente diverso, condivide con gli altri la stessa
condizione (lunicità e la molteplicità?).
Tutto vive morendo e muore per vivere.
La contraddizione fa parte dellesistenza, è un fenomeno
naturale. Ma cosè poi la normalità, se anche il tempo non
è assoluto?
La realtà è strana come un pot-pourri. Che sia
tutto frutto di Fortuna, caso, rischio, accidente?
Non possediamo che la nostra ombra, siamo solamente spettri che
errano alla ricerca della propria meta.
Una rosa è una rosa è una rosa, scrisse una volta
Gertrude Stein, nella sua diversità ci mostra il suo essere al
mondo.
Alla ricerca dellinfinito Circe si smarrì tra dettagli
Proporzioni
Se il cielo vuoto singrandisse
Questalbero solitario
Scomparirebbe
..........................(P.Eluard)
La Persona era ormai dispersa allorizzonte. Percorsa dal
desiderio di essere irreale, astorica, relativa.
Ad un tratto udì lArmonia, promessa di Infinito.
Ignote lingue straniere, che non le appartenevano,
creavano una strana consonanza.
Quella straordinaria polifonia, dal potere emozionale di
una tragedia greca, saliva prorompente dal fondo
dellinconscio e si tramutava in sogno. Unombra
elegiaca, misteriosa, animava quegli accordi inquieti, ne rendeva
i contorni sfumati, labili.
Vibrazioni, desiderio di assoluto, vertigine.
Mai Circe aveva percepito il vapore iridato dello scorrere di
quelle note beate. Forse era troppo abituata al movimento degli
astri in quel turpe, vasto cielo.
Nella bianca, evanescente luce lunare, la sua anima si schiuse
come un gelsomino notturno.
Solo allora capì
Luniverso è nato da una singolarità.
P.S. Hai lasciato il tuo nulla a gareggiare con il
silenzio, spero che tu sia uscito di scena in compagnia di un
sorriso come un bambino sguazzante tra i rimasugli di un
sogno
Sì, forse tutto è un reve (6) e nulla più...
(1) Città malata, dalle molteplici malattie.
(2) Gloria al gioiello del fiore di loto-Budda-
(3) La salix caprea è un albero piuttosto raro e singolare.
(4) Pozzanghera nera e fredda (termine francese)
(5) Ragno con una croce sulladdome.
(6) Sogno del tutto libero dalla realtà, causa ed effetto
insieme di quella che i francesi chiamano
immagination