Liceo Scientifico "Paolo Frisi" - Monza

Premio Letterario "Federico Ghibaudo"
Primo Classificato

"STRANA STRANIERA STRAORDINARIA"

di Dacia Dalla Libera - 3aE


Una Persona (o maschera, che dir si voglia) si aggirava inquieta tra scheletri di palazzi accatastati, mentre il suo destino, inesorabile, si dipanava. Nell’acerbità dei muscoli tesi del suo volto, si leggeva il divenire ineffabile dell’anima.
Polvere nei suoi capelli, fumo tra i suoi pensieri.
All’improvviso, come nelle più scontate delle storie (ma che cos’è l’ovvio prima o poi Qualcuno me lo dovrà spiegare), fu rinvenuto un insolito, memorabile manoscritto.

“Circe vagava per i grovigli di sentieri dissestati di una patopoli (1) come tante altre, gettando uno sguardo sfuggente ai campi di grano indorato e tristemente secco. Lacrime copiose, dal liquido puro e irresistibile, le solcavano il viso e come gelide lame di ghiaccio si infrangevano al suolo. Rare meraviglie, ognuna pericolosa e inestricabile.
Si intuiva tra i rivoli rossi, la sagoma di un sole paonazzo. Macchie imbizzarrite di colori componevano una intricata figura tappezzata ed eccezionalmente variopinta. Nel vivo, malinconico autunno pareva riflettersi l’essenza di quella disumana città. Nel tripudio di gradazioni s’osservava la vincente commistione d’esperienze e virtù, da cui scaturiva un’energia ossessiva. La mescolanza ha sempre generato i frutti più succosi.

Pensieri burrascosi di un assurdo soliloquio

Questo strano mondo, che ha forse raggiunto l’imo della decadenza, svezza risibili esseri costretti a vender sangue per affermare la propria esistenza. In questa “corte dei miracoli”, tra cumuli di spazzatura, un Padre inculca con rabbia l’Angelus a un blasfemo bisex, una negromante sfida con sarcasmo un muezzin, cullati in sottofondo dalla nenia insistente dell’ “om mani padme hum”. (2) Nella società matrigna la lebbra dell’odio dilaga oleosa.
Fumo sale dal fondo.
Una calma feroce, implacabile, temibile e inveterata penetra sinuosa nei ghetti. La “salix caprea” (3) è stata troncata di netto. Ennesimo irrazionale etnocidio: singhiozzi, respiri spasmodici.
Il colore non ama essere messo in discussione.
Creature imperfette animate dall’impellente necessità di opporsi, distinguersi, predominare. Vili bestie da soma camuffano la propria identità nella speranza di essere accettate sottostanno all’integrazione; assistiamo all’impiccagione dell’io.
“Uomini fummo e or siam fatti sterpi”.
Smorfia di dolore del Cristo crocifisso a una tela di Van Dyck. La realtà è vestita di catrame.

Si udivano in lontananza melodie di uccelli in attesa di partire.
Circe faceva le abluzioni in una flache (4) di agonia. Si sentiva avulsa da ogni contesto:
strana, straniera, straordinaria.

Pennellata ocra a coprire tutto il dipinto di una vita. Intrappolata in una spirale di consuetudini, chiusa in una metropoli sotterranea. Inutile tessere o disfare: non sposterai di un millimetro il macigno schiacciante della realtà. Odore di gigli appassiti, lamento funebre di una lucciola che ha smesso di splendere. E se fossi solo il bozzetto inusitato di un distratto pittore?

La Storia si è impaniata, sotto il cielo nubiloso.
Pare che il mondo insista a voler svolgersi altrove.
L’epeira (5) urla la sua Verità.
...............L’inferno è una realtà vista troppo tardi (Locke)

Ma.
Buffo scherzo del destino. Esiste una controrealtà.
Imprevedibile, una quercia maestosa, senza nome e senza tempo, si stagliava fiera contro il profilo dell’orizzonte. Campeggiava su tutte le sofferenze umane. Conosceva attraverso le radici i moti segreti della terra, insieme alle gocce di rugiada aveva assaporato l’alternarsi del giorno e della notte.
Trasfigurazione.

Ironia del tragicomico le bidonvilles ammaliano lo spettatore incredulo, come rose nel deserto.
Del resto, se si osserva da tre angoli differenti una forma contenete tre colori nello stesso tempo, ne risulteranno tre caratteri diversi.
Forse è tutto solo un’immaginazione. Il rosso di Picasso, il giallo di Mirò potrebbero essere solo ingannevoli apparenze.
D’altronde non sarebbe squallido un mondo opaco, in bianco e nero?
La policromia è straordinarietà, universalità dei sentimenti umani. Tutti sono stranieri ma nessuno si sente diverso, condivide con gli altri la stessa condizione (l’unicità e la molteplicità?).
Tutto vive morendo e muore per vivere.
La contraddizione fa parte dell’esistenza, è un fenomeno naturale. Ma cos’è poi la normalità, se anche il tempo non è assoluto?
La realtà è strana come un pot-pourri. Che sia tutto frutto di Fortuna, caso, rischio, accidente?
Non possediamo che la nostra ombra, siamo solamente spettri che errano alla ricerca della propria meta.
“Una rosa è una rosa è una rosa”, scrisse una volta Gertrude Stein, nella sua diversità ci mostra il suo essere al mondo.

Alla ricerca dell’infinito Circe si smarrì tra dettagli”

Proporzioni
Se il cielo vuoto s’ingrandisse
Quest’albero solitario
Scomparirebbe
..........................(P.Eluard)

La Persona era ormai dispersa all’orizzonte. Percorsa dal desiderio di essere irreale, astorica, relativa.
Ad un tratto udì l’Armonia, promessa di Infinito.
Ignote lingue straniere, che non le appartenevano, creavano una strana consonanza.
Quella straordinaria polifonia, dal potere emozionale di una tragedia greca, saliva prorompente dal fondo dell’inconscio e si tramutava in sogno. Un’ombra elegiaca, misteriosa, animava quegli accordi inquieti, ne rendeva i contorni sfumati, labili.
Vibrazioni, desiderio di assoluto, vertigine.
Mai Circe aveva percepito il vapore iridato dello scorrere di quelle note beate. Forse era troppo abituata al movimento degli astri in quel turpe, vasto cielo.

Nella bianca, evanescente luce lunare, la sua anima si schiuse come un gelsomino notturno.
Solo allora capì

L’universo è nato da una singolarità.





P.S. “Hai lasciato il tuo nulla a gareggiare con il silenzio, spero che tu sia uscito di scena in compagnia di un sorriso come un bambino sguazzante tra i rimasugli di un sogno”

Sì, forse tutto è un reve (6) e nulla più...
















(1) Città malata, dalle molteplici malattie.
(2) Gloria al gioiello del fiore di loto-Budda-
(3) La salix caprea è un albero piuttosto raro e singolare.
(4) Pozzanghera nera e fredda (termine francese)
(5) Ragno con una croce sull’addome.
(6) Sogno del tutto libero dalla realtà, causa ed effetto insieme di quella che i francesi chiamano “immagination”