Liceo Scientifico "Paolo Frisi" - Monza

Premio Letterario "Federico Ghibaudo"

“IL MONDO”

di Silvia Fabello e Sara Bochicchio - 1aH


Camminavano già da qualche tempo eterne figure dai movimenti silenziosi, come se si stessero muovendo in uno spazio privo d’aria. Ma l’aria c’era e anche il suo odore. La fatica del viaggio cominciava ad affiorare, i loro respiri diventavano affannosi, i battiti del cuore accelerati.
Tutto era irreale. Il tramonto ristagnava su ogni cosa.

Poi le tra figure si fermarono. Erano arrivate.
Come ogni volta dopo tanti anni (tanti quanti? Forse neanche loro lo sapevano dire) ritornare voleva dire rincominciare. Una strana calma carica di aspettative e di speranze, già in parte deluse, pervadeva gli uomini.
I loro occhi perlustravano l’orizzonte in cerca di particolari, le orecchie tese verso il minimo segnale, le menti concentrate.
Come ogni volta, il loro lavoro era cominciato. Erano i tutori, dovevano osservare la sua evoluzione e controllarne il progresso, senza che questi La sopraffacesse. Ma ogni volta qualcosa di più sfuggiva loro. Ogni volta “Lei” si era trasformata con maggiore frenesia e disordine.

“E’ STRANO”, disse con sospetto il primo.
Ovunque nuovi colori, diverse forme, materiali sperimentali. tutto era cambiato, niente di familiare. Ciò che appariva loro era uno strano accostamento: frenesia ed oblio, il dolore di alcuni accanto alla gioia di altri, la disponibilità di pochi sopraffatta dall’egoismo di molti.

“E’ STRANIERO”, interloquì con rammarico il secondo.
Già, tutto era mutato così velocemente ed in profondità che nulla era più riconoscibile. Assomigliava più ad un mosaico multicolore, le cui tessere sembravano provenire da diverse scatole, un’accozzaglia non omogenea.

“E’ STRAORDINARIO”, affermò il terzo con una inequivocabile nota di sorpresa e meraviglia. Dovunque i problemi avevano aguzzato l’ingegno. Nella continua lotta per adattarsi, migliaia di nuove soluzioni avevano soppiantato le vecchie.
Anche il mosaico che a prima vista sembrava senza logica, nascondeva un suo fascino ed un suo senso. col tempo i colori si sarebbero amalgamati, plasmando un nuovo equilibrio. Per ora era affascinante pensare a quello che sarebbe potuto diventare.

Le tre figure si guardarono, il loro compito era quello di occuparsi di Lei. Dovevano studiarla, cercare di capirla, e riferire.
Ma al pari di tutte le volte precedenti, la Terra li lasciava senza aver risposto alle numerose nuove domande, e al quesito più importante: Sarebbe sopravvissuta? O avrebbe ceduto ai suoi stessi abitanti?
Le tre figure, con un’ultima, stanca occhiata al mondo, si voltarono in silenzio. La Terra sorrideva enigmatica.