Liceo Scientifico "Paolo Frisi" - Monza |
Camminavano già da qualche tempo eterne figure dai movimenti
silenziosi, come se si stessero muovendo in uno spazio privo
daria. Ma laria cera e anche il suo odore. La
fatica del viaggio cominciava ad affiorare, i loro respiri
diventavano affannosi, i battiti del cuore accelerati.
Tutto era irreale. Il tramonto ristagnava su ogni cosa.
Poi le tra figure si fermarono. Erano arrivate.
Come ogni volta dopo tanti anni (tanti quanti? Forse neanche loro
lo sapevano dire) ritornare voleva dire rincominciare. Una strana
calma carica di aspettative e di speranze, già in parte deluse,
pervadeva gli uomini.
I loro occhi perlustravano lorizzonte in cerca di
particolari, le orecchie tese verso il minimo segnale, le menti
concentrate.
Come ogni volta, il loro lavoro era cominciato. Erano i tutori,
dovevano osservare la sua evoluzione e controllarne il progresso,
senza che questi La sopraffacesse. Ma ogni volta qualcosa di più
sfuggiva loro. Ogni volta Lei si era trasformata con
maggiore frenesia e disordine.
E STRANO, disse con sospetto il primo.
Ovunque nuovi colori, diverse forme, materiali sperimentali.
tutto era cambiato, niente di familiare. Ciò che appariva loro
era uno strano accostamento: frenesia ed oblio, il dolore di
alcuni accanto alla gioia di altri, la disponibilità di pochi
sopraffatta dallegoismo di molti.
E STRANIERO, interloquì con rammarico il
secondo.
Già, tutto era mutato così velocemente ed in profondità che
nulla era più riconoscibile. Assomigliava più ad un mosaico
multicolore, le cui tessere sembravano provenire da diverse
scatole, unaccozzaglia non omogenea.
E STRAORDINARIO, affermò il terzo con una
inequivocabile nota di sorpresa e meraviglia. Dovunque i problemi
avevano aguzzato lingegno. Nella continua lotta per
adattarsi, migliaia di nuove soluzioni avevano soppiantato le
vecchie.
Anche il mosaico che a prima vista sembrava senza logica,
nascondeva un suo fascino ed un suo senso. col tempo i colori si
sarebbero amalgamati, plasmando un nuovo equilibrio. Per ora era
affascinante pensare a quello che sarebbe potuto diventare.
Le tre figure si guardarono, il loro compito era quello di
occuparsi di Lei. Dovevano studiarla, cercare di capirla, e
riferire.
Ma al pari di tutte le volte precedenti, la Terra li lasciava
senza aver risposto alle numerose nuove domande, e al quesito
più importante: Sarebbe sopravvissuta? O avrebbe ceduto ai suoi
stessi abitanti?
Le tre figure, con unultima, stanca occhiata al mondo, si
voltarono in silenzio. La Terra sorrideva enigmatica.