Liceo Scientifico "Paolo Frisi" - Monza |
ASCOLTANDO I PENSIERI DUN
SASSOLINO
SULLE STRADE DI UN PAESE IN GUERRA
di Stefania Giodini - 3aD
Fermati vento
Fermati
Non spingermi sui marciapiedi che gemono, non nelle trincee di
carta di giornale e di bambole di pezza.
La polvere che sposto sanguina lacrime e grida.
Se sto sulla chiazza derba calpestata sul lato della
strada, posso fingere che il tempo cammini ancora stancamente
nellorizzonte, sotto lunghia del sole meridiano.
Ma è un attimo.
Tu, vento, mi porti il suono agonizzante duna finestra che
sbatte, sventrata. E mi rendo conto dei tuoni innaturali che
squassano e violentano il cielo e terra.
Dove sei tempo?
Congelata e sbigottita in un istante, la città fissa un cielo
non più suo. E lo sguardo è come quello del corpo ormai freddo
sulla strada.
E uno straniero? Non lo so. Non lo sanno neanche loro: come
possono gli sguardi ciechi degli uomini che si evitano sui
marciapiedi concepire una differenza?
Ogni suola ugualmente mi urta e mi calpesta, ogni mano ugualmente
mi stringe e mi rigetta sulla strada. Sono un sassolino, uguale
ad altri milioni di sassolini, e tutti proveniamo dalla stessa
pietra, che da millenni rotola con le sue compagne, passeggiando
attorno al Sole.
Silenzio.
Nemmeno la chiazza di sangue sulla strada è in grado di rispondermi e, nerastra, mi guarda di traverso dallasfalto. Ed una beffarda, lungirisonante Eco riempie del mio muto interrogativo le bocche sbigottite delle finestre senza vetri.
La via è deserta, silenziosa come lora del crepuscolo. Il sole gemendo getta lombra stridente del corpo sullasfalto e la via è una trama che sparisce, pietra spezzata che si fonde nella polvere.
Polvere. Forse domani sarò polvere. Ma il vento cercandomi non mi troverà, perché mi sarò mescolato alla cenere dei corpi bruciati, alle schegge delle altalene dei bambini, ai brandelli delluniforme del soldato. E domani lalba sarà bianca, perché con noi porteremo il sale di ogni lacrima ed il sole se ne vestirà
Vedremo il sole sciogliersi e piangere nel nuovo, delirante mattino, mentre lAssurdo riprende il suo gioco e, incurante, calpesta le menti.