Liceo Scientifico "Paolo Frisi" - Monza

Premio Letterario "Federico Ghibaudo"
Premio Speciale Giuria

 

“ASCOLTANDO I PENSIERI D’UN SASSOLINO
SULLE STRADE DI UN PAESE IN GUERRA”

di Stefania Giodini - 3aD

 


Fermati vento

Fermati

Non spingermi sui marciapiedi che gemono, non nelle trincee di carta di giornale e di bambole di pezza.
La polvere che sposto sanguina lacrime e grida.
Se sto sulla chiazza d’erba calpestata sul lato della strada, posso fingere che il tempo cammini ancora stancamente nell’orizzonte, sotto l’unghia del sole meridiano.
Ma è un attimo.
Tu, vento, mi porti il suono agonizzante d’una finestra che sbatte, sventrata. E mi rendo conto dei tuoni innaturali che squassano e violentano il cielo e terra.

Dove sei tempo?
Congelata e sbigottita in un istante, la città fissa un cielo non più suo. E lo sguardo è come quello del corpo ormai freddo sulla strada.
E’ uno straniero? Non lo so. Non lo sanno neanche loro: come possono gli sguardi ciechi degli uomini che si evitano sui marciapiedi concepire una differenza?
Ogni suola ugualmente mi urta e mi calpesta, ogni mano ugualmente mi stringe e mi rigetta sulla strada. Sono un sassolino, uguale ad altri milioni di sassolini, e tutti proveniamo dalla stessa pietra, che da millenni rotola con le sue compagne, passeggiando attorno al Sole.

Silenzio.

Nemmeno la chiazza di sangue sulla strada è in grado di rispondermi e, nerastra, mi guarda di traverso dall’asfalto. Ed una beffarda, lungirisonante Eco riempie del mio muto interrogativo le bocche sbigottite delle finestre senza vetri.

La via è deserta, silenziosa come l’ora del crepuscolo. Il sole gemendo getta l’ombra stridente del corpo sull’asfalto e la via è una trama che sparisce, pietra spezzata che si fonde nella polvere.

Polvere. Forse domani sarò polvere. Ma il vento cercandomi non mi troverà, perché mi sarò mescolato alla cenere dei corpi bruciati, alle schegge delle altalene dei bambini, ai brandelli dell’uniforme del soldato. E domani l’alba sarà bianca, perché con noi porteremo il sale di ogni lacrima ed il sole se ne vestirà

Vedremo il sole sciogliersi e piangere nel nuovo, delirante mattino, mentre l’Assurdo riprende il suo gioco e, incurante, calpesta le menti.