Liceo Scientifico "Paolo Frisi" - Monza |
Premio Letterario "Federico Ghibaudo"
"TEMIAMO DI NON ESSERE CAPITI"
Brevissimo saggio sulla musica
di Giovanbattista Basile e Luca Bonetti - 3a G
A: «Riflettendo un momento, quali possono essere gli attributi principali della musica, le colonne portanti di questo fenomeno che caratterizza la vita degli esseri umani fin dai tempi dell'antica Grecia?»
N: «La musica è numero, poiché è un'arte meccanica che consiste nell'unire e organizzare suoni allo scopo di creare armonia.»
A: «Armonia... cosa intendi per armonia? Sappiamo che Pitagora intendeva per essa il bilanciamento tra opposti... quali sono i tuoi opposti?»
N: «Sono velocità e lentezza, acutezza e gravità, che caratterizzano e distinguono ogni composizione musicale; ti ricordo inoltre che per i filosofi della Tetraktis, l'armonia era basata su corretti rapporti tra numeri, grazie ai quali garantiva l'esistenza del cosmo. Perciò converrai che larmonia è numero.»
A: «Il Cosmo, l'opposto del Kaos... ma i numeri possono essere anche irrazionali (e in particolare questa scoperta fece crollare molte convinzioni pitagoriche)! La musica può dunque essere Kaos?»
N: «Questa è una domanda che dovresti rivolgere anche a te stesso: l'anima può essere Kaos?»
A :«Questo è un argomento molto soggettivo... »
N: «Quindi non conosci la risposta?»
A: «Stai dialogando con una persona diversa da tutte le altre, ciò che io non conosco, è di certo conosciuto da altri individui e viceversa... »
N: «Secondo te allora il fatto che tu non conosca una cosa, implica che questa non esista? Non credo proprio. Dunque cerca di rispondere affidandoti al buonsenso.»
A: «Allora ti rispondo che l'anima può essere sia Cosmo che Kaos, e ciò dipende dalla variabilità degli elementi appartenenti alla realtà fisica e della cultura dell'individuo.»
N: «Ovvero?»
A: «Pensa ai riti tribali, alle usanze delle varie popolazioni non civilizzate... »
N: «Rispetto a noi occidentali!»
A: « ...questo era sottinteso! Comunque, come ben sai, molte tribù più o meno selvagge -nellaccezione che sappiamo- possiedono un legame molto stretto tra la musica, la danza ed il culto delle proprie divinità.»
N: «Mi vengono in mente i riti orgiastici... »
A: «Giusto. E in ogni caso questi erano presenti anche in epoche remote. Pensa alla musica ossessiva e alle danze cruente che caratterizzavano il culto della dea Cibele, nell'antica Roma!»
N: «Eppure, non puoi negare la presenza di forti elementi razionali allinterno dell'esecuzione musicale,. come la ripetitività dei battiti sui tamburi, per fare un esempio fin troppo banale.»
A: «Intendi il ritmo?»
N: «Esatto!»
A: «Già, la ritmica rappresenta al meglio gli elementi iterativi e più concreti della musica, però... »
N: «Cosa?»
A: «Spesso anch'esso possiede caratteristiche sacre. Ti ricorda nulla il Carmen Saliare?»
N: «Quello dei sacerdoti di Marte?»
A: «Sì. Il loro ballo scandito in tre tempi era pur sempre una forma di culto»
N: «Invece di tirare acqua al tuo mulino, e basandoti solo sugli elementi costanti nel tempo, abbi il coraggio di soffermarsi anche su quelli variabili! E tieni a mente il fatto che già dal secolo scorso, la musicologia e letnomusicologia analizzano la musica su basi scientifiche.»
A: «Ammetto che Pitagora riscontrò proporzionalità tra la lunghezza della corda, od il suo spessore, e l'altezza del suono prodotto. Eppure, per capire che relazione ci fosse tra il suo concetto di Armonia ed il nostro, abbiamo iniziato un discorso interminabile... »
N: «Me ne rendo conto ... Platone, che ereditò la teoria dei numeri dai discepoli del filosofo di Samo, vedeva nella musica uno degli elementi base per la formazione della paideia... »
A: « ...ed il raggiungimento della saggezza e della tensione al Bene... »
N: « ...e quest'ultimo è l'idea suprema, che in quanto tale, può essere vista e compresa solo dall'anima razionale dei filosofi governanti... »
A: «Ma certo! Anima razionale! Non capisci?»
N: « ... »
A: «Le nostre tesi non sono opposte, ma complementari! Non ha senso tentare di confutare l'altro, quando senza le sue verità parziali, non si può costituire la somma verità del concetto di musica!»
N: «Tuttavia sorge un problema ancora più grande: sono i numeri, che con la loro razionalità forniscono il mezzo per creare l'armonia, o è l'armonia interiore che permette di organizzare razionalmente i numeri?»
A: «Forse non è cosi difficile. La musica nasce da una volontà dell'anima, ma il mezzo attraverso il quale il messaggio raggiunge un'altra anima, è costituito dai numeri.»
N: «Questo però fino al momento in cui i numeri non causano il turbamento dell'anima.»
A: «La stonatura... »
N: «Esatto!»
A: «Però il turbamento può essere dato anche da una disposizione premeditata dei "numeri" musicali. Facciamo un esempio: un accordo maggiore trasmette solarità imponenza, mentre un accordo minore, come una diminuita, è alle orecchie di tutti più triste, talvolta deprimente.»
N: «Oltre a turbamento comunque, i numeri possono portare anche una grande allegria: hai mai ascoltato del Ragtime?»
A: «Certo! Chi non conosce "The Entertainer" dal mitico film "La Stangata"!!»
N: «Non abbiamo però ancora analizzato la musica dal punto di vista sociale.»
A: «Cioè?»
N: «Dovremmo esaminarla in un ambito meno astratto. Ad esempio: si può dire che la musica è linguaggio?»
A: «"La musica è il linguaggio dell'anima", si dice in giro. Tu sei d'accordo?»
N: «Si e no. Mi spiego meglio: abbiamo chiarito che la musica è il metodo mediante il quale è possibile mettere in comunicazione due anime, ma probabilmente può essere anche il mezzo stesso. Il linguaggio, che in termini concreti e in ambito umano, potremmo definire come sistema razionale di comunicazione, si basa sull'uso della parola. Ma la parola, è un insieme di suoni, che corrispondono a numeri logicamente organizzati. Sì è detto che la forma oggettiva della musica, è costituita anch'essa da numeri, ed è cosi che possiamo intrecciare i fili della questione... »
A: «Capisco la necessità di trattare l'argomento con una certa razionalità, ma sarai d'accordo che, poiché l'anima è intangibile, il linguaggio, che è uno dei suoi diversi canali conduttori, non può essere totalmente oggettivo, Il linguaggio si basa su simboli che corrispondono a fonemi, i quali a loro volta danno origine a parole. Ma queste ultime hanno un valore totalmente astratto, che non può essere espresso mediante numeri, al contrario della musica... »
N: «Amplia i tuoi orizzonti, e rifletti su ciò che hai detto! Era proprio di questo che stavo per parlare: il valore astratto della parola, è riscontrabile allinterno della cultura occidentale, ma il discorso cambia per i sistemi alfabetici orientali. C'è il rischio di peccare di superficialità impostando un'unica biforcazione, ma ciò che conta ora, è rendere l'idea: i giapponesi, oltre ad avere due alfabeti sillabici, ne possiedono un terzo costituito da ideogrammi... che rimandano ad un concetto concreto in maniera più immediata della ventina di simboli da noi usati! Cosa potrà dunque essere la musica per un giapponese, dal momento che il suo linguaggio possiede numerosi elementi oggettivi?»
A: «Non starai dicendo che i giapponesi non possiedono l'anima?!»
N: «Assolutamente no, ed è questo il problema!»
A: «Anima - numero - musica - linguaggio, qual è il punto?»
N: «Non lo so. Ci sembrava di aver trovato un accordo, ed ecco che cerchiamo invano di confutarci a vicenda. Che senso può avere porsi continuamente domande, se poi non è possibile ottenere anche una sola risposta?»
A: «Una cosa è sicura. Abbiamo sempre analizzato il problema con la consapevolezza di sapere cosa stessimo dicendo, e non ci siamo mai lasciati cadere in squallide forme di falso moralismo del tipo: "La musica è importante perché arriva al cuore"... »
N: «Di certo non hai peli sulla lingua!»
A: «Ma neanche ipocrisie.».