Liceo Scientifico "Paolo Frisi" - Monza |
Premio Letterario "Federico
Ghibaudo"
Secondo Classificato
"MUSICA"
di Dacia Dalla Libera - 4a E
Si aprì il sipario.
In sottofondo scorrevano le note amare del Notturno[1]. - la
musica esplora l'essere anche nella sua dimensione
tragica-.
Al centro di una stanza inondata di luce bianca
stava un Uomo, accasciato accanto alla sua nera valigia di
disillusioni. Figura esile, evanescente, dagli occhi di pece
cerchiati dalle fatiche e dalle sofferenze del mondo. I capelli
grigi ricadevano scomposti sulla fronte, solcata da profonde
rughe. Lo sguardo, pietrificato, pareva essere sul punto di
spegnersi, nella lotta contro l'ineluttabile appassire. Gli occhi
trasparenti per piangere.
Dalla bocca scaturiva il lamento d'orfano :"Io è un
altro!" [2]. Perplessità di chi non trovava
una ragione
Era alla ricerca del proprio volto.
Davanti a lui non restava che il nulla. Anche lo spazio era
divenuto liquido e disomogeneo, tutto era avvolto da una densa
nebbia.
Sussurro di morte celeste.
Il suo corpo cozzava contro il basso soffitto che lo sovrastava,
come fosse imprigionato in un incubo. Chiuso nella scatola di se
stesso.
In quel gelido 18 settembre 1946 a Varsavia,
l'unico suo desiderio era quello di cancellare, con un tuffo
verso l'ignoto, le sagome scure che abitavano il suo cuore.
Sete di narcosi.
In quella ignominiosa guerra non c'erano stati né vincitori né
vinti, solo superstiti.
"Non posso ricordare ogni cosa. Devo
essere rimasto privo di conoscenza per la maggior parte
del tempo. Ricordo soltanto il grandioso momento,
quando tutti cominciarono a cantare, come se si fossero
messi d'accordo." [3]
Cambio di scena: dissoluzione nel ricordo.
Coro di deportati, Dies Irae [4].
Spettri urlanti fuggivano, travolti dal vento, come rane prima
del temporale. Sullo sfondo vestigia di agitazioni storiche,
popolari, nazionaliste, staliniste, operaie, borghesi. La
dissonanza e la consonanza sono metafora della vita, urto delle
contraddizioni. Si udiva il ritmo ossessivo dello scorrere
ineffabile della storia, il martellante perpetuo ripetersi dei
medesimi frammenti melodici.
La musica racconta.
L'Uomo, come un funambolo, appeso al filo che
separava sogno e realtà.
Attorno a lui era sparsa una manciata di riso, di persone, in
cerca della propria identità, in un mondo in cui era difficile
mantenerla. Sembrava che si fossero dati tutti appuntamento.
Nostalgici pittori, mimi, ladruncoli usciti da chiassose osterie,
avventurieri del sapere, cabalisti e negromanti (forse non
rimaneva che leggere le proprie mani sperando di scovarvi tracce
di vita..), eccentrici saltimbanchi, fantasisti di se stessi.
Tutti spiriti nomadi.
La musica scioglie l'incomunicabilità.
Frenetico pullulare di creature indisciplinate
e deformi in "Notte sul Monte Calvo" [5] Da
questa pletorica confusione si levò, subitanea, una melodia.
'E tutto il popolo vide i suoni e i lampi e il suono dello
shofar". [6]
La musica sfidò il silenzio.
Apollo concesse il suo eterno dono.
"Entrate, entrate, cominciano qui i territori su cui
regna listantaneo"
Al figlio della frenesia e dell'ombra fu porta la vertigine
dell'Assoluto.
"Davanti ai suoi occhi apparvero all'improvviso i segreti
dell'Abisso antico - un tetro Oceano senza limiti, senza
confini, senza dimensioni". [7]
L'Infinito fu dunque pensabile.
La musica valicava la limitatezza della realtà.
In quell'angolo dell'universo, sul fondale blu
opaco di un cielo dolente, l'Uomo, con un nuovo sibillino
sorriso, carezzava il suo violino. L'Anima vibrava con la sua
tensione nervosa. In quella sonata erano celati i più reconditi
desideri ed angosce.
Gli occhi ascoltavano la melodia della Moonlight [8].
Il corpo dell'artista si stemperava nello sfondo, quasi le note
avessero invaso la sua figura. Si muoveva leggero tra l'essere e
il non essere.
Ondeggiava come in un acquario, scopriva nuovi mondi
La musica ha unintima relazione con la vera essenza
delle cose.
Ammaliato da questo suono di altre realtà,
l'Uomo aprì uno spiraglio della sua finestra verso il mondo.
Seguì la vibrazione del diapason (tutti ne
possiedono uno, benché spesso lo ignorino) che si
ribellava dentro di lui.
Il Giorno svegliò la Notte. Il Mattino [9]
irruppe. Apparve al violento sfacelo dell'animo la luce siderale
di un idillio.
Nausicaa portava ora conforto a Ulisse.
Accanto all'Uomo, quel corteo di esuli si era
tramutato in un sinedrio di folli. Una processione festosa di
uomini che brindavano, in sottofondo i Carmina Burana.[10]
Anima e corpo conciliati armonicamente con la realtà
esterna. Avevano tutti accordato il proprio respiro al soffio
dell'universo. Erano ora una grande orchestra.
Musica: Prometeo, spirito creatore che, sfuggendo alle
convenzioni, fattosi libero, libera il mondo.
I muri del Mistero lentamente si
sfaldavano. La materia era smaterializzata, in quel quadro ai
confini della realtà.
L'Uomo saliva le scale della conoscenza.
La musica dipinge anche il non visibile, conserva la
distinto pluralità delle cose pure nell'unità dello
stato d'animo.
Sinopsie: il re, giallo e il do, rosso,
infuocano latmosfera con un barbaglio. Polverio di suoni e
colori. Printemps [11]: primavera del cosmo, genesi degli esseri,
con crescendi e diminuendi rigoglioso il tema culmina nella
radiosa gioia del rinascere ad una nuova vita. Risveglio
dell'uomo, perso nella sua immensità interiore,
L'Uomo toccò la sua anima con la punta delle
dita.
Riacquistò fiducia nell'esistenza.
Tremando prese in mano la penna d'oca e cominciò a riempire
pagine col nero inchiostro.
Dal pianoforte e dalle percussioni si
sprigionò intenso il suono. [12]
La nota rimase a mezz'aria, sospesa.
L'Uomo fece l'atto di cominciare a canticchiare
- improvvisamente si fece buio e calò il sipario.
"Lifes but a walking
shadow". [13]
Note al testo
[11 Ho voluto dare una "colonna
sonora" al mio racconto, perché risultasse evidente la
consonanza tra musica e parola, indissolubili nel mio crescere,
cercare. In corsivo vengono talora scritti titoli di brani
musicali. Il primo è il Notturno n.2 dellop.9 n.2:andante
di Chopin.
[2] Frase di Rimbaud
[3] Parole pronunciate da una voce recitante
nella composizione orchestrale scritta in stile dodecafonico,
op.46 "Un sopravvissuto a Varsavia" di A.Schoenberg, in
seguito all'ascolto della quale ha tratto spunto il mio scritto.
[4] Dies Irae dal solenne Requiem di W.A.Mozart
[5] "notte su monte calvo" di
Mussorgsky
[6] Citazione dall'Esodo 20,18
[7] Da "Paradise Lost" di Milton
[8] op.27 n.2 nei suoi tre poetici movimenti: adagio - allegretto - presto agitato, di Beethoven
[9] "Il Mattino" di Grieg
[10] "Carmina Burana" di Carl Orff
[11] Brano musicale di Debussy
[12] Riferimento al Concerto per Pianoforte e Orchestra n.1 di Bela Bartok
[13] Dal "Macbeth" di Shakespeare atto V scena V