Liceo Scientifico "Paolo Frisi" - Monza

Premio Letterario "Federico Ghibaudo"

 

"ESMERALDA E LA MUSICA"

canzone

di Cristina Vitale - 4a H

 

  Pensando a quella chitarra lasciata ammuffire,
a quei sogni smessi di nutrire,
pensando al suo vecchio sorriso,
che sta ora bruciando su quel viso.


E ritrovarsi qui da solo a lottare,
con una persona in meno per amare.
Avere voglia di mettersi a scappare,
chissà mai qualcuno ci venga a salvare.


Se abbandonassi la viltà,
e non vivessi nella meschinità.
Se tua migliore amica fosse la melodia
abbracceresti questa realtà non solo mia.


Se smettessi di respirare silicone
scopriresti che dietro quel nebbione
possono esistere se vuoi
tutti i taciuti soli tuoi.


Hai lasciato soffocare il tuo canto
ignorando ornai così il suo pianto.
Il mio aiuto l'hai respinto
ma lui non si è mai dato per vinto.


E ritrovarti qui adesso,
con la stessa grinta che avevi sempre addosso,
ritrovarti con chitarra, voce e coraggio,
la triade fondamentale dei nostro linguaggio.


Vedere tutte queste ipocrisie
e nonostante tutto credere nelle magie,
perché un'anima può vivere di verità
anche se il mondo non condivide la sua bontà.


Fermarsi su un asfalto imponente
e farlo sentire del tutto incoerente:
la libertà conosce l'arte del volo
cosa che ignora un corpo da solo.


Se facessimo a meno di tutte queste bugie,
noi clown di una falsa allegria,
se sconfiggessimo tutte le nostre manie,
e vincessimo allora l'ipocrisia.


Gente insonnolita,
figlia dell'omertà,
gente senza vita,
nemica dell'onestà.


Smettere di odiare
e cominciare un po' ad amare.
Regalarsi qualche ideale,
non fa certo male.


Chissà questo mondo dove andrà a finire,
se vorrà perire
questo mondo dove tutti sono impazziti,
ma non il tuo sguardo e il tuo sorriso così puliti.

 

Esmeralda è una ragazza che dopo aver fatto della musica la sua migliore amica, aveva deciso di abbandonarla per rifugiarsi nella formalità e nella falsità.
Esmeralda aveva un tempo il coraggio di interpretare
la musica e mediante essa interpretare se stessa per non cadere nell’abitudine e non rendere tale la musica.
Ma il mondo soffocava così il suo entusiasmo che si era lasciata catturare da quello stesso mondo fatto di silenzi, il cui rumore non le faceva più distinguere il suo canto.
E' incredibile come l’uomo sia attratto da un mondo che porta alla sua morte interiore piuttosto che essere attratto dalla vita.
E così lei, che nella musica aveva riposto tutte le sue speranze e i suoi sogni, si ritrovò a considerarla un'abitudine e ciò la portò ad assumere un atteggiamento apatico verso tutto. Quello che prima era un mondo di verità era diventato tutto ad un tratto un mondo di finzioni, falsità, fantasmi e ipocrisia, quella stessa ipocrisia che poi capì essere il peggiore dei mali, peggiore persino del male stesso. Ma poi comprese che il buon Dio l’aveva sottoposta a questa prova per farle capire come bisogna vivere e che per annientare il male bastano l’onestà, la bontà, la verità e la speranza.
Esmeralda ha sperimentato la morte ed è tornata alla vita.
E' tornata la ragazza di sempre, piena di entusiasmi ed interessi che spera ancora, che sogna ancora e che vive la sua musica, musica che è diventata anche un modo di affrontare la vita e di tenerla accesa. Esmeralda ha ritrovato se stessa e la sua musica, e il suo nome e la sua anima risplendono ancora di quell’intensa e affascinante luce verde che rimarrà sempre a brillare preziosa nei suoi occhi e nel suo sorriso.