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Liceo Scientifico "Paolo Frisi" - Monza |
Premio Letterario
"Federico Ghibaudo"
"LO SPECCHIO"
di Giulia Dossi - 2a H
Se mi avessero rivolto la domanda: "Quale
importanza credi che abbia per una persona il suo aspetto fisico?" qualche
anno fa, avrei sicuramente scrollato le spalle e sbuffato, perché la mia
"femminilità" mi interessava poco; ma ora che sto vivendo il periodo
dell’adolescenza, sono cambiata molto e ho cominciato a guardarmi allo
specchio con occhi nuovi e ad essere felice di scoprirmi.
L’adolescente, però, secondo me, avverte più importante la vita interiore,
rispetto all’esteriorità e, nello stesso tempo, il disagio di fronte ai
mutamenti notevoli che interessano l’aspetto fisico: le trasformazioni del
corpo, infatti, in questo periodo, sono così rapide e accentuate che segnano l’armonica
o la disarmonica disposizione della personalità, se il conflitto psichico che
esse determinano viene opportunamente o meno superato.
Lo specchio, quindi, oltre ad essere un importantissimo mezzo per la scoperta e
la conoscenza esteriore di noi stessi, è, secondo me, l’oggetto che meglio
rappresenta questa società, in quanto oggi sempre più si dedica una grande
attenzione e, per certi versi, eccessiva alla cura del proprio corpo; i valori
estetici hanno ormai, infatti, un’importanza preponderante, nei costumi della
società contemporanea, all’interno della quale sembra sia decisamente
prevalso "l’apparire" sull’ "essere".
Ciò comporta un vero e proprio trionfo dell’esteriorità, che addirittura,
può determinare l’appartenenza a un gruppo e l’accettazione da parte della
società; il corpo stesso, quindi, si trasforma in un’unità di misura utile a
valutare le differenze fra un individuo e l’altro.
Invece l’aspetto fisico è si molto importante, ma sicuramente non è tutto,
infatti, bisogna curare anche la bellezza dell’ "anima", che va
riempita di valori positivi.
Perciò credo che colui che cura solo il suo aspetto esteriore, cioè colui che
si guarda spesso allo specchio, inteso come unico strumento grazie al quale
scoprire di avere un’immagine fisica conforme ai canoni di bellezza stabiliti
dalla moda, sia vanitoso e estremamente superficiale; certo non ci si deve
trascurare o non far niente per apparire piacevoli, ma penso che nella vita
avrà più "successo" colui che, pur non essendo bellissimo, avendo,
tuttavia, "accettato" la propria immagine e non essendosi fatto
particolarmente influenzare dallo specchio, si renderà piacente, perché avrà
qualcosa da dire e non da dare agli altri.