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Liceo Scientifico "Paolo Frisi" - Monza |
Premio Letterario
"Federico Ghibaudo"
"FALSEMBIANTE"
di Dacia Dalla Libera - 5a D
| Tutto ciò che
segue è vero. . |
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| Era seduta dentro l’alone
di luce galleggiante nella stanza buia e scriveva. Cercava di riprodurre
sulla carta quell’immagine che la osservava dall’altro lato dello
specchio in quei simboli neri, altrimenti vuoti. Falsembiante... si chiese d’improvviso come gli amici le avessero trovato proprio quel soprannome: ma sentiva senza spiegarselo che le calzava perfettamente. Di nuovo si concentrò sul volto affacciato da chissà quale altro mondo: e quello la scrutava con insistenza esasperata, come se avesse desiderato infrangere quel sottile impercettibile limite cristallino e venirne al di qua... La piccola pietra scura e lucida incastonata nell’anellino rimandava dalle molteplici facce frammenti di luce rovesciandoli sulla carta. Vide che la loro presenza creava scompiglio, scardinava quel precario equilibrio di spazi bianchi e segni scuri che lei era venuta delimitando con l’inchiostro. Si era formata sul foglio un’immagine indecifrabile. Tornò a fissare lo sguardo nello specchio: le macchie di colore si erano confuse, il volto era sfocato. sembrava sgomento, atterrito... probabilmente, indifferente, dormiva. La moltitudine affastellata di segni neri sulla carta cresceva precipitosamente: sempre informe, sempre vuota e senza senso. Chiuse gli occhi (la penna le scivolò via dalle dita). Ascoltava il sangue fluirle docile nelle vene (che cosa sarebbe successo se quel fiume avesse deciso di straripare?). La mano tesa, le dita rigide e lontane fendeva l’aria errando a pochi millimetri da quel brulichio di schegge scure: le sentiva sfiorarle la pelle aggressive, indomite, selvaggiamente insignificanti. Riaprì gli occhi. Afferrò energicamente la penna, scrisse: F - A - L - S - E - M - B - I - A - N - T - E. Ora era riuscita a dare un senso al caos, a riordinare gli infiniti punti luminosi, a ricostruire l’argine di fondo... ma quel foglio rispecchiava veramente i suoi pensieri? Le balenarono tre versi nella memoria: " come in lo specchio il sol, no altrimenti la doppia fìera dentro vi raggiava or con altri, or con altri reggimenti" (Purg. XXXI, 121-123) |
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| . Tutto ciò che precede è falso. |
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