Liceo Scientifico “Paolo Frisi” - Monza

Premio Letterario “Federico Ghibaudo”


“MEMORIA”
di Francesco Benetti - 5a E


Sei tu? Sono qua, all’ingresso in quest’ultimo atto della mia vita, e ancora una volta mi costringi a pensare? Ormai ho capito come sei fatta, e che forse non ti stancherai mai di seguirmi e di costringermi a capire, a ricordare... Certo, immaginavo che saresti arrivata, proprio alla fine, che saresti tornata ancora una volta: perché non puoi lasciarmi vero?
Tu che sei nata con me, e nello stesso mio luogo, in quello stesso giardino d’inverno, ancora in questa calda estate mi segui, e vuoi farmi del male per l’ultima volta...
Non è forse così?
Forse sono ingiusto con te, che mi hai fatto gioire così tante volte, che mi hai allontanato dall’abisso più nero, dove non ci sono idee e pensieri, ma solo ripetitive azioni meccaniche, inutili quanto dolorose, tu che hai portato il tuo soffio gentile sulle mie mani arrese all’oblio...
Sono forse ingiusto nei tuoi confronti, se dico di odiarti?
Per tutte le volte in cui mi hai fatto piangere, parlandomi come neanche io so fare con me stesso, capendo ogni situazione fino a denudarmi di ogni falsa certezza, di ogni apparenza; nudo di fronte a verità che il mio presente non poteva accettare, tu mi hai ucciso più volte, con il tuo sguardo gelido e distaccato, lo sguardo di chi sa tutto e lo spiega a chi, invece, è perso.
E’ forse per questo che sono ingiusto nei tuoi confronti, se dico di amarti?
Se ammetto di amare il modo in cui leggera sei venuta in mio soccorso, e mi sei cresciuta accanto, e non mi hai abbandonato; candida, mi hai svelato più volte ciò che esplorando la mia mente non avevo mai raggiunto; sincera, mi hai detto di non dimenticare il mio pezzetto di cielo; ed io non l’ho fatto...
Se ammetto questo, perdonerai il mio amore per il quale non voglio perderti, amica più cara?
Tu, morirai con me, ed è questo il peggiore dei supplizi.
Ancora un’ultima volta, regalami quel momento, come succedeva in notti senza stelle, e senza luna. Avvolto nel buio dei miei pensieri, venivo rapito dai tuoi voli, mentre, una piuma, ti alzavi sopra di me, e coprivi tutto.
E, coprendo, svelavi ogni cosa...
                             ...un’ultima volta...


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