Liceo Scientifico “Paolo Frisi” - Monza

Premio Letterario “Federico Ghibaudo”


“MEMORIA”
di Virna Brigatti - 5a H


Un giorno mi stavi dicendo: "Che senso ha tutto questo? Perché, se poi passa così in fretta che non riesci nemmeno a toccarlo?"
"Viviamo tutti i giorni della nostra vita contemporaneamente".
E’ una frase che ho trovato in un libro e penso possa riassumere ciò che credo e che ti ho risposto.
La memoria.
Ogni istante, ogni brivido, ogni pensiero, resta dentro di noi, scolpito, per sempre.
Nella nostra vita troviamo tutta la nostra storia, momento per momento, passo dopo passo, musica dopo musica.
E non solo.
Ciò che è stato non resta semplicemente un’immagine da contemplare.
Lo riviviamo in ogni istante, in ogni pensiero, presente.
Che poi diventa passato. Immediatamente.
E non scompare.
E’ lì per sempre.
Ci fa amare, ci fa sperare. Crescere.
L’universo che ognuno di noi è, è racchiuso nella nostra mente.
Da essa dipende la nostra visione del mondo, il nostro rapporto con gli altri, ciò che facciamo.
Ma tutto parte da dentro.
Quanto si soffre per i problemi interiori?
Lo sai benissimo anche tu.
E perché?
Perché se i nostri pensieri sono bui e accavallati, il mondo fuori non ha luce, non ha freschezza.
E ci sembra di non vivere.
Proprio perché non riusciamo ad essere. Davvero.
E quando l’uomo è davvero se non quando pensa?
"Cogito ergo sum" disse qualcuno.
Ed è un’enorme verità.
Noi pensiamo.
Ma a cosa se non alle nostre esperienze o in base a quelle?
Senza passato, senza memoria non andiamo da nessuna parte.
Non posso essere ora senza essere stata prima.
Non avere futuro è opprimente ma non avere passato è annichilente.
Non siano più nulla.
E infatti quando si è in crisi e non si sa chi si è, si ripensa al passato: leggi il tuo diario, guardi le foto, cerchi di capire, parlando con gli amici, come eri e come sei.
Pezzo dopo pezzo costruiamo il nostro "adesso".
Ma il prima non sparisce. Mai.
Se tolgo un mattone ad un muro, ciò che c’è sopra crolla.
Io sono ancora io.
Con dei mattoni in più.
Non pensare che siano crepati solo perché sono nuovi.
Possono abbellire e impreziosire ciò che c’è sotto.
D’altronde il capitello è in cima, no?
E poggia sulle colonne.
Senza di esse non potrebbe esistere.
Tu sei una delle pietre più robuste e antiche del tempio.
E anche una delle più belle.
Il tuo posto ci sarà sempre perché è cementificato in me.
Possiamo scegliere se farlo essere vivo o solo un ricordo lontano da guardare.

Parole.
Per dirti ciò che ho dentro.
Parole.
         I miei sentimenti.
Parole.
         I miei sogni.
La mia vita.
             Io.

 


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