Liceo Scientifico "Paolo Frisi" - Monza |
Premio Letterario "Federico Ghibaudo"
"OCCHI DA ORIENTALE"
di Giorgia di Tolle - 5a D
"Occhi da orientale..."
... quanto è bella questa canzone, fa paura.
Sono in taverna con la Susy e la Vale. O meglio, lo ero oggi, ma tanto si
capisce uguale.
Quindi.
Sono in taverna con la Susy e la Vale. Il postero die è un’accozzaglia
inverosimile di pettegolezzi. La Vale sulla sedia ticchetta con le scarpine
nuove il tempo della canzone, la Susy seduta sul cubo giochicchia con la cera
rimasta sui piatti del mio compleanno, in un angolo io gioco d’immaginazione.
Daniele Silvestri (ma è lui che canta? sì) inonda piano l’eco della stanza.
Che strano, la Susy non parla, alle nostre domande su Simo resta seria e muta
- ma come bacia? Alla francese o a colpetti? E ora? Davvero in bagno avete solo
parlato? Ah, linguaggio universale! -
"cosa vuol dire alla francese o a colpetti Linda ma tu certe domande te le
sogni di notte?!" "No, è la domanda che fa a tutti Marco perché lui
bacia solo alla francese mentre io lo odio"
"come se ci fossero solo due modi per baciare una persona..."
Intromissione della Vale. Guardo la Susy, attacca: "visto che fai tanto la
saggia, sentiamo un po’, come bacia Giulio?"
"come me, quindi benissimo".
E io: "e per il resto come va?"
Silenzio. La Vale in imbarazzo. "Ma perché non ci facciamo un po’ i
cazzi tuoi adesso? Dove sei sparita con Teo a un certo punto?" Vendetta.
"A dormire mongoloide".
Eh già...
"...se potesse questo buio
cancellare l’universo
forse ti potrei guardare
e non sentirmi così perso..."
Lascio che le ragazze continuino a parlare senza di me.
Lo sapevo che il discorso sarebbe finito lì: ora è la Vale ad aver bisogno di
consigli. Dio mio, la posso aiutare solo tacendo.
Il Limbo giunge, infine.
I miei pensieri.
Il ricordo delle notti, della notte...
... la scena si delinea chiaramente nei suoi tratti da cinematografia
post-adolescenziale; la stellata era magnifica, l’aria fredda correva veloce
lasciando brillare gli astri con un’intensità impensata per dicembre (eh no,
era già gennaio)... lontano dalla città, il buio parlava. Ecco la prima
immagine che vedono i miei occhi appena riaperti, sulle mie labbra il sapore di
un bacio lieve. "Te lo devo".
Spazio. La memoria corre in fretta. La neve ghiacciata scintilla dell’oscurità
notturna, la terra appare nera. I fuochi d’artificio sembrano una trovata
romantica da filmetto commerciale. Però sono belli. Dolci.
Dio mio, altro che filmetto commerciale, qui si rischia di cadere nel patetico
scontato... sono appoggiata a un parapetto!!! Che mi sono messa in testa di
fare, la Giulietta del 2000? Però fa stile. Dolce.
"Non mi dovevi niente. So che tra di noi c’è qualcosa che va al di là
dell’amicizia, so che se fosse stato per me ieri avrei passato la notte a
baciarti, ma tu hai una ragazza che ti aspetta domani. Lo sapevo che avresti
dovuto scegliere. E lo hai fatto. E’ giusto così. E’ giusto perché è una
tua scelta." "per questo sei la mia Linda"
...forse la memoria unisce pezzi scollegati tra loro, ma il tempo stringe
perché gli occhi della Vale cominciano a chiedermi partecipazione... l’avranno.
Tra un po’. Ancora un po’.
..."Voglio farti sentire importante.. la musica ce la immaginiamo,
vero?". Ok. Avevo sopravvalutato la situazione. Non è un filmetto. E’
una telenovela. Peggio. Forse è il rifacimento tarocco di Dawson’s creek. Mi
stringe tra braccia e mi trascina in un lento, la mia mente nel ricordo della
canzone più dolce del mondo, la prima musica che sia mai stata mia, che è una
parte di me e i suoi occhi da orientale si perdono nei miei. Sto per vomitare.
Però mi fa stare bene. Dolce.
Sto bene ora. Una delle scatole cinesi della mia mente apre il cassetto di un
messaggio faticosamente inviato ma mai ricevuto, lui era con la donna, e i
messaggi che portano il mio nome sono cancellati a scatola chiusa "Lascio
che la tua candela mi illumini la notte. A volte non capisco cosa c’è tra di
noi ma una cosa è certa: 6 speciale e ti voglio una gran bene. Un
abbraccio". Più o meno. Senza spazi sono 160 caratteri. Più o meno. Il
destino a volte...
Un abbraccio.
"Non lo so Vale devi vedere tu quello che ti senti di fare. Non posso
aiutarti stavolta" "lo so ma grazie lo stesso... uff!". Ma che
stava dicendo? E io?
Eh già...
"...ma tu dormi ancora un po’
non svegliarti ancora no
ho paura di sfiorarti e rovinare tutto..."
Ricordo che erano le 9 del mattino e nella casa addormentata i miei occhi sono
gli unici aperti. Accanto a me il suo volto, tutti ancora sognano nel silenzio.
La luce che filtra dalle persiane ricorda aprile. "ma perché a voi uomini
basta chiudere gli occhi per diventare tenerissimi?". Mi mordo piano le
labbra. Senza spazi il passato mi investe.
Poche ore prima.
Passato.
Il buio delle coperte mi avvolge. Tremo di freddo. Non posso crederci, ancora
con queste lacrime? Non si può piangere sulle scelte degli altri. "...Mi
dispiace, lo so che l’altra notte quando ti ho cacciata via ti sei presa
male..."
...l’altra notte. L’altra mattina, Ancora brucia. Ancora noi solo noi un
grande sogno intorno. Nemmeno ci sfioriamo e tutto scoppia, la sua donna come un
muro in mezzo a noi. E’ triste ritrovarsi soli in un letto. "mi sono
comportato da vero egoista. Ho pensato a me, alla mia ragazza... e tu? Mi sento
di averti usata". Non l’avevo mai vista in questo modo. Non c’era
niente di personale. Solo una se pur scontata sincera scelta sentita. Tutto qui.
Vista cosi un pochino tenera lo sembro. Lo sono. Tenera. Uff.
-Non c’è bisogno che ti scusi. Innamorata di te? No, non lo sono, non voglio
mica fare l’errore di incendiarmi per una favola e rischiare di star male. Per
amare una persona devi starci insieme almeno un mese. Allora forse si può
iniziare a parlare d’amore. Ma se ne parlassi io ora, altro che Dawson’s
creek- Invece dico solo quanto basta "...faremmo talmente tanta bava che ci
schiferebbero tutti, però saremmo felici, cosa che adesso non sei se dici di
sentirti solo quanto me." Ok. Situazione chiarita.
Eh già...
"La Sara? Come sta?" "Ha la febbre è per questo che non è
venuta. L’ho chiamata stamattina. A parte questo tutto bene" "Ma
perché non la butti questa cera visto che la Susy ti sta sporcando tutto in
giro?" "Perché la voglio regalare a Teo, visto che ormai è un
esperto di candele... magari ci tira fuori qualcosa di bello, tanto lui si
diverte a fare ‘ste cose..."
...la canzone sta quasi finendo.
Gli ultimi brandelli della memoria.
Memoria.
Notte. E’ il momento dì lasciarlo solo. Ha scelto. Un’altra mattina con lui
fa troppo male. "Ti lascio dormire".
E invece sento solo due respiri che si rincorrono. Non ho freddo. Non più. Una
ripetizione di scene già viste.
"Non voglio ricominciare tutto da capo"
- Va be che non ti amo, ma non mi va di essere di nuovo messa da parte all’ultimo
momento, preferisco andarmene io una volta tanto - . Ancora qui.
Eppure sono ancora qui. Qui. Al buio. Al caldo. Un cuore batte sotto di me.
"Fammi andare via ora se no non me ne vado più". Ok. Ok. Questa era
proprio da via col vento dei poveri. Smielata. Devo ricordarmi di andare dal
dentista a farmi otturare le carie. Mi faccio schifo da sola. Però rende bene.
Dolce. "Fuori dai coglioni". Un sorriso nel buio. Piano scendo le
scale. La mia voce nel silenzio "...però saremmo felici..." Tra l’amicizia
e l’amore sta un bacio. Siamo amici? O il ricordo di ciò che non è stato?
"Voglio fare un regalo a Teo". La Susy e la Vale si guardano. "E
perché?"
"In ricordo di capodanno"
"Cosa gli vuoi comprare?"
"Non lo so. Qualcosa di carino. Ho visto dei mappamondi piccolini qualche
tempo fa. Blu. Non dovrebbero costare molto. E’ solo una cosa simbolica".
Si guardano. Non hanno capito. Silenzio. Non vogliono essere asciugate dalla
risposta. Quel mondo è suo. Io glielo rendo. Non me lo può offrire Anche se
apprezzo il gesto. Molto. E il desiderio. Molto. Forse troppo.
Non posso restituirgli il bacio che NON mi doveva. Anche se ho apprezzato.
Molto. Forse troppo. Non posso ridargli la nostra musica invisibile. Dolce.
Non è nemmeno suo tutto questo mondo. E’ mio è mio e mi apparterrà per
sempre. E’ una delle mie memorie più belle, il mondo della mia occasione
perduta. Mio per sempre. Mio solo nella mente. Nel ricordo di un attimo. In un
messaggio senza spazi. In un mondo della testa. Nella memoria.