Liceo Scientifico “Paolo Frisi” - Monza
"Buonanotte tesoro"
"Nonna, aspetta; mi racconti la storia di quella tua amica..."
"Non sei troppo grande per le storie? Poi è ora di dormire" disse la nonna riaccendendo la candela che aveva spento poco prima.
Guardò la nonna con uno sguardo che le fece cambiare idea.
"Va bene, mi ha convinto... Allora... Mia madre, la tua bisnonna, era morta poco dopo la mia nascita, ma entrambi i miei genitori avrebbero voluto un altro figlio. Allora mio padre, quando io avevo poco più di un anno decise di crescere un'altra bambina, che una vecchia aveva trovato in un campo"
"Avevate la stessa età?" domandò Wulfar, il nipotino.
"Si... a tre anni era ormai per me una sorella. Eravamo inseparabili, giocavamo con gli stessi amici e condividevamo i piccoli screzi puerili con quelli che consideravamo i nostri primi nemici.
Una volta io, lei, che si chiamava Aislinn, e nostro padre andammo al matrimonio di una zia, alla fina della cerimonia, una si avvicinò a noi e disse: -che belle bimbe, anche voi un giorno vi sposerete...-
Queste poche parole fecero crescere in noi la paura della separazione ma papà ci rassicurò dicendo: -Non vi preoccupate, basterà che vi sposiate con due amici o due fratelli, che abitano nello stesso posto, così non dovrete dividervi".
Con questo, la cosa non ci passò più per la mente. Non avremmo mai pensato, allora, che ci saremmo dovute dividere, anche se solo per pochi anni, anche il solo pensarci, ci sembrava la cosa più assurda che ci potesse essere."
"Ma nonna... non mi sembra una cosa così grave separarsi per un po'..."
"Si, ma noi allora eravamo più piccole di te e questo non lo capivamo... Poi, più tardi, come sentirai, accettammo la separazione temporanea. Allora... dove ero rimasta... ah si... Iniziammo ad andare ad imparare a svolgere i cosiddetti lavori femminili da un'anziana, amica di nostro padre, e superavamo insieme i piccoli problemi un po' più seri come da piccole avevamo superato il "problema" sulla costruzione della casetta per gli uccellini o dei turni per raccogliere la legna.
"Io non ho il problema dei turni... devo sempre andare io ... non è giusto...!"
"Ma dai... Tutto per noi cambiò un giorno, quando iniziarono a circolare strane voci sul suo conto: -Abbiamo trovato sua madre, che ha confessato di averla abbandonata, ma mesi prima di quando l'abbiamo trovata noi, secondo te come ha fatto a sopravvivere tutto quel tempo da sola?- e poi -Vedrai, quella se tutto va bene è una strega, con qualche potere satanico...- e -Comunque, voi due tanto amiche e quella non ti dice neanche che è una strega?-
Queste erano le frasi che mi sono sentita ripetere un centinaio di volte, anche di più se fosse stato possibile."
"Hai creduto a quelle voci? No, vero?" domandò il nipotino.
"No, io naturalmente non ci ho creduto. Pensavo che mai e poi mai ci avrei creduto. Non ne parlai con Aislinn, all'inizio. Il solo parlarne per me voleva dire mettere in discussione la sua sincerità nei miei confronti.
Quella sera, prima di addormentarmi, ci pensai e ripensai. Esposi a me stessa i motivi per cui era impossibile che lei fosse quello che dicevano, una STREGA. Perché se così fosse sarebbe stata condannata al rogo. E sarebbe morta. Morendo ci saremmo divise e questo non sarebbe mai e poi mai successo. Non poteva esserlo perché lei ne sarebbe stata sicuramente a conoscenza. E se lei lo sapeva allora me l'avrebbe detto. Ma lei non l'aveva fatto e questo, per la me stessa all'epoca, comportava la negazione delle tesi: quindi, non era una strega. Almeno, credo che me l'avrebbe detto, me l'avrebbe detto, ...me l'avrebbe... mi addormentai con questi pensieri.
Alla mattina, tutte le mie certezze erano protette da una fortificazione immaginaria, come i castelli sono protetti da guardie e fossati.
Fu lei ad affrontarmi: -Tu, tu credi a quello che dicono su di me?-
Ecco, era arrivata la domanda che temevo, la domanda che richiedeva la risposta più sicura ma allo stesso tempo la più insicura che avessi da dare: -No, certo che no- le dissi, soffocando l'incertezza.
Il giorno dopo per aggravare la cosa ci fu un'esecuzione di donne credute streghe. Io e Aislinn, con i nostri quattordici anni compiuti, eravamo terrorizzate da uno spettacolo che doveva essere per il nostro tempo alquanto usuale, ma che in quel periodo ci riguardava direttamente.
Poi mi disse: -Quando me ne andrò, tu lo saprai perché ti saluterò con un semplice vado, infatti tornerò- Io, per tutta risposta, annuii solamente.
I mesi passarono, lei non fu più accusata, ma c'era sempre tensione su questo argomento. Un giorno papà ci mandò a prendere legna, come da piccole.
Di quella cosa che mi aveva detto mesi prima me ne ero quasi dimenticata.
Ad un certo punto, Aislinn socchiuse gli occhi per ripararsi dalla luce del sole e mi disse: -Vado-, Credevo che tornasse a casa.
-Ok, di a papà che arrivo tra poco-.
Intanto si incamminò fino a che... si illuminò di una luce così forte e scomparve con essa."
"Quindi ti aveva mentito! Vero, nonna?"
"Aspetta... tornata a casa trovai una sua lettera... ecco... sapevo di averla conservata... adesso te la leggo...
...Sarai in collera con me per averti mentito. Io, ti assicuro, volevo dirtelo. Ma fino a quando non si sono sollevate le accuse contro di me non lo sapevo neanche io.
Poi, se te lo dicevo, non sapevo come avresti reagito.
Poi sarai in collera con me per essere andata via. Entrambe concordavamo sul fatto di non separarci. Se restavo sarei morta, bruciata sul rogo, e saresti stata accusata anche tu, queste sono le mie ragioni, ma tornerò...
A presto
Aislinn
ps: per quei due amici, affido a te la scelta, ma non vi preoccupate, non vi farò aspettare troppo... .
..Dai adesso dormi... continueremo un altro giorno..."
"No, dai, finisci... ormai credo che mancherà poco!" Chiese Wulfar.
"Da bravo, dormi..." ribadì la nonna "La scoprirai da solo la fine"
Wulfar si arrese, pensando che forse sarebbe stato più divertente prima di scoprire la realtà della fine della storia.
EPILOGO
Il tempo passò, e circa un anno dopo aver sentito quel racconto Wulfar incontrò una vecchia, amica della nonna da anni, che tutti chiamavano Signora delle erbe, esperta in rimedi per le malattie più comuni.
Per curiosità, Wulfar chiese alla anziana signora quale fosse il suo vero nome, e lei rispose, un po' sorpresa:
"Aislinn, il mio vero nome è Aislinn, perché figliolo?"
"Oh, niente, tanto per sapere..." rispose sorridendo Wulfar.
Fine