Liceo Scientifico “Paolo Frisi” - Monza

Premio Letterario “Federico Ghibaudo”
Primo Classificato sez. prosa


“NON COME PRIMA ORA È”
di Roberta Motter - 3a G


La musica si fonde con il suono della suo voce.
Il sole sta abbandonando il cielo tinteggiato di rosso e lei sta ridendo per quello che ha perso, per quello che non ha mai avuto, per quello che ha spazzato via dalla suo vita.
Lei e il suo lettore mp3 sono l’unica cosa che conta, che rimarrà per sempre, la musica la seguirà tutta la vita, inseguendola quando lei correrà, aspettandola quando lei si fermerà, darà una voce ai suoi sentimenti, gridando per il dolore e intonando per l’amore.
E come il suono della sua musica anche il ricordo di quel viaggio non gocciolerà via della sua pelle abbronzata, non farà mai i bagagli dalla sua mente, non lascerà mai un buco nei suoi ricordi.
Il viaggio per cui ha lasciato il suo unico Amore, chiudendolo fuori da questa esperienza perché per lui non ci sarebbe stato posto anche se lo amava, non avrebbe mai capito che lei doveva scoprire se stessa e che non avrebbe avuto tempo.
Il viaggio in cui ha capito che non avrebbe potuto vivere senza la sua migliore amica e che non potrebbe tuttora essere, come la pasta senza il sale e la colazione senza il caffè, che la ama più di se stessa, perché la capisce, la consola, sa veramente tutto di come è fatta: ha letto anche nel profondo della sua anima e nel suo cuore coperto dal ghiaccio freddo.
Quel cammino l’ha fatta crescere, le ha tolto inibizioni ma le ha posto responsabilità, l’ha fatta ragionare sulle azioni e sulle foro conseguenze, le ha fatto imparare che deve essere una sfera: perfetto in se stessa, completa, indipendente.
Il viaggio nel mare dei suoi sentimenti condensati in una lacrima che le riga il volto mentre canta in questa serata di fine agosto.
Come far capire al mondo chi sei? Come sussurrare, come gridare, come scuotere tutto per far capire che ci sei, che ci tieni, che vuoi?
Come possono capire che sei cambiata, che non sei più cos’eri prima?
In quella vacanza ha mischiato tutti i suoni, l’amore, l’odio, la passione, la tenerezza, l’amicizia e ha cercato di mettere ordine; ha deciso di lasciar cadere le offese, i torti, i rifiuti come i fiori che si staccano dal ramo per un vento crudele.
Lasciar andare sogni, illusioni, idee, progetti, troppo grandi, troppo piccoli, troppo stupidi, troppo... Lei non è forte come lascia vedere, lei è una piccola bambina cresciuto mischiando ciò che doveva essere separato e ora è cresciuto grazie a un viaggio, ma non riesce ancora a mettere ordine nel caos che aveva dentro, che la spinge verso gli errori più sciocchi; una piccola bambina cresciuto, che ha spazzato via i troppi sentimenti che ha dentro, come il mare cancella le orme sulla sabbia e la musica annulla ogni distanza, e ha capito una sola cosa: che l’amore si disperde e si ricompone col vento, come quella nuvola, ora sembra una lacrima, domani assomiglierà a un sogno.


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