Liceo Scientifico “Paolo Frisi” - Monza

Premio Letterario “Federico Ghibaudo”
Premio Speciale Giuria


“THE CONTINENT OF ATLANTIS”
di Francesca Negri - 4a D


The continent of Atlantis was an island, which lay before the great flood, in the area we now call the Atlantic Ocean.

Il continente di Atlantide era un’isola, che giaceva prima del grande diluvio, nell’area che noi ora chiamiamo Oceano Atlantico.
Era terra fertile, di campi, di fiumi, di valli e monti, e ampie pianure e aspri dirupi.
Là erano loro, quegli uomini meravigliosi. Fedor li ha corrotti in sogno, ma in quella fulgente realtà non potevano ancora conoscere il male.
Uomini bellissimi, di luce.
E poi c’erano quelle due cose, e la più immensa era Lui, quel vento che talvolta mi accarezzava mentre io ero da sola guardando Atlantide in ciascuno dei suoi punti, quasi fossi Ulisse nella città dell’Aleph.
Mentre Atlantide mi entrava negli occhi Lui mi raggiungeva e si raggomitolava al mio fianco, poi come veste mi copriva, come edera si arrampicava sulla mia altezza, mi avvolgeva e di nuovo era la comunione, e il riflusso delle maree e i cicli lunari e la vita e tutto, ecco che mi vorticava dentro e rinnovava la mia persona e mi faceva sanguinare, e poi nuovo sangue era nelle mie vene, respiravo. E l’Aleph mi mostrava l’universo, e Atlantide srotolava le sue meraviglie davanti ai miei occhi azzurri, e il freddo del giorno caduto a notte era sconfitto dall’Amore, Lui c’era, lo amavo, era calore, e nessun’altra domanda mai più, perché lui nacque dentro di me prima che io fossi, e sempre, e da sempre, e per sempre, e Meraviglia e Amore lo alimentavano, e lui era mio, ma lo era tanto quanto io ero sua, e così nel tempo.
L’altra cosa era Poesia, magnifica dea. Gli uomini meravigliosi la celebravano con canti e libagioni, e io, progenitrice di Alceo e Saffo, attraverso Essa celebravo Lui, e le cose terrene in minor parte. Di Lui celebravo la potenza, e Meraviglia, nelle mie mani e nei miei occhi, e gli regalavo le mie gocce di tempo, che non aveva nomi né lati, solo era un fratello per me, che di Atlantide avevo fatto la mia Casa, ma che ero in perpetuo viaggio, come il primo Ulisse.


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