Liceo Scientifico “Paolo Frisi” - Monza

Premio Letterario “Federico Ghibaudo”
Primo Classificato sez. poesia

FINIRE AL VENERDÌ
di Luca Cazzaniga - 5aE


È forse questo il più intenso degli attimi,
quando morente rimani a guardare
i pianti e le risa trasformarsi in parole
ormai inutili e taglienti
come la luce del sole
che violenta quegli occhi stanchi di tollerare
questa vita troppo pacata per non finire in croce
consumata dallo stesso amore che professavi divino
e s’è rivelato profano.

Finisci così, credendo d’essere un Dio,
ma non te ne riesci ad andare,
umano ancora,
troppo umano per accettare l’addio
senza metterti ad urlare
tra la preghiera e la bestemmia,
a chi spergiurava d’averti amato,
le tue membra vendute come prostitute
per trenta denari:
“Perché m’hai abbandonato?”

Finisce in miseria, senza gloria
una vita di stenti e promesse
che ora ti rimordono la memoria,
che ti sfuggono dalle dita
entrando senza apparente perché nella storia.
 
Finisce così la tua fede
stillata dal tuo sangue
assieme a te, su quel calvario di paure fatte a scale
dove non si scende,
ma si cade.

Finisce, possibile che non lo sapessi,
che anche la speranza muore
e non serve coltivarla per una vita
che adesso inchiodi ad un legno
pur di non farla finita.

E finisce con te tutto il mondo,
niente più comete ma solo stelle cadenti
a illuminare il mio turbamento,
d’angoscia e gioia,
che forse sei morto trascinandoti dietro il tuo paradiso
ma sei morto sereno,
assieme al sorriso.
Davvero, davvero non finisce così?
Me l’hai insegnato e continuerò a non capire,
vedendoti in un volto, in un sogno, in una droga:
perché, perché hai voluto morire?

 

 

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