Liceo Scientifico “Paolo Frisi” - Monza

Premio Letterario “Federico Ghibaudo”


“FINE”
di Beatrice Castellani - 2aF


Ed è proprio lì, al numero 13 di via Borgazzi, che mi stanno intimando di mettere a posto la camera. Esiste azione peggiore? Prendere le cose, una per una, esaminarle e decidere se vanno tenute o buttate via. Bisogna prendersi la responsabilità di far sparire qualcosa dalla propria stanza per sempre. Litigo sempre con mia madre quando vuole sistemare, quando guarda sotto il letto e cerca di pulire, quando mi domanda cosa siano le cose che vi ha trovato... nessuno può guardare sotto il mio letto. Nemmeno io, credo. Cosa c’è? Lettere, foto, sguardi, qualche mostro e tanta polvere. Ogni mio giorno, in realtà, è sepolto lì. Non ci voglio guardare, non voglio sfogliare tutta la mia vita, pagina per pagina, e decidere se qualcuna può essere buttata per far posto al futuro. Tutto di me prima o poi va a finire lì: sotto le doghe del mio letto. Qualcuno dice che sia poetico soffiare via la polvere da una vecchia scatola, ma io non ci trovo nulla di bello, va tutte le volte negli occhi e fa piangere lacrime di memoria. Dovete sapere, per me il passato è un’ossessione, dimenticare è l’unica cosa che temo. È tutto gelosamente conservato, ogni scontrino, ogni biglietto del treno, ogni pagina di diario. Se ci siamo mai incontrati, state sicuri che in quella scatola ci sono la vostra voce le vostre parole, chiunque voi siate. Racchiude infatti oggetti concreti, a testimonianza di un passato vissuto, ed anche ricordi fatti di parole, inaffidabili agli occhi d’una mente razionale. Eppure la memoria, come fosse una sarta, rattoppa i buchi del passato ricucendo alla verità racconti rubati. Non so quali dei miei ricordi siano frutto di fantasia e quali no... ma qualcuno ce ne deve essere che ho sottratto alla vita di qualcun altro, magari proprio alla vostra. Incredibile è che il confine fra questi due tipi di memorie è infinitamente sottile, da sembrare inesistente. Immagazziniamo solo quello che crediamo utile, oppure quello che è piacevole ricordare, a seconda di come la nostra mente si pone agli avvenimenti. Se qualcuno sostiene che io sia più matura di una ragazza della mia età, credo sia dovuto solo al fatto d’aver rubato racconti di vita ed opinioni a tutte le persone che ho incontrato lungo la mia strada, e di averle fatte mie. È il mio essere un po’ nomade, il mio viaggiare in continuazione in gruppi diversi, il mio irrefrenabile istinto di indagare su come le persone si relazionano e interagiscono sia con gli altri che con se stesse. È fine in realtà, la differenza fra me e qualunque mio altro coetaneo. Il futuro non mi spaventa, mi solleva pensare a qualcosa su cui posso solo fantasticare, di cui non posso aver ancora scordato nulla. Tutto il resto è rigorosamente registrato nella mente... immobilizzato sotto due dita di acari.

Probabilmente in fondo, è solo una perversione, che come tutto il resto un giorno cadrà nel disordine dei miei pensieri, anche se ogni notte ci dormirò su.


 

 

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