Liceo Scientifico “Paolo Frisi” - Monza
Ed è
proprio lì, al numero 13 di via Borgazzi, che mi stanno intimando di mettere a
posto la camera. Esiste azione peggiore? Prendere le cose, una per una,
esaminarle e decidere se vanno tenute o buttate via. Bisogna prendersi la
responsabilità di far sparire qualcosa dalla propria stanza per sempre. Litigo
sempre con mia madre quando vuole sistemare, quando guarda sotto il letto e
cerca di pulire, quando mi domanda cosa siano le cose che vi ha trovato...
nessuno può guardare sotto il mio letto. Nemmeno io, credo. Cosa c’è? Lettere,
foto, sguardi, qualche mostro e tanta polvere. Ogni mio giorno, in realtà, è
sepolto lì. Non ci voglio guardare, non voglio sfogliare tutta la mia vita,
pagina per pagina, e decidere se qualcuna può essere buttata per far posto al
futuro. Tutto di me prima o poi va a finire lì: sotto le doghe del mio letto.
Qualcuno dice che sia poetico soffiare via la polvere da una vecchia scatola,
ma io non ci trovo nulla di bello, va tutte le volte negli occhi e fa piangere
lacrime di memoria. Dovete sapere, per me il passato è un’ossessione,
dimenticare è l’unica cosa che temo. È tutto gelosamente conservato, ogni
scontrino, ogni biglietto del treno, ogni pagina di diario. Se ci siamo mai
incontrati, state sicuri che in quella scatola ci sono la vostra voce le vostre
parole, chiunque voi siate. Racchiude infatti oggetti concreti, a testimonianza
di un passato vissuto, ed anche ricordi fatti di parole, inaffidabili agli
occhi d’una mente razionale. Eppure la memoria, come fosse una sarta, rattoppa
i buchi del passato ricucendo alla verità racconti rubati. Non so quali dei
miei ricordi siano frutto di fantasia e quali no... ma qualcuno ce ne deve
essere che ho sottratto alla vita di qualcun altro, magari proprio alla vostra.
Incredibile è che il confine fra questi due tipi di memorie è infinitamente
sottile, da sembrare inesistente. Immagazziniamo solo quello che crediamo
utile, oppure quello che è piacevole ricordare, a seconda di come la nostra
mente si pone agli avvenimenti. Se qualcuno sostiene che io sia più matura di
una ragazza della mia età, credo sia dovuto solo al fatto d’aver rubato
racconti di vita ed opinioni a tutte le persone che ho incontrato lungo la mia
strada, e di averle fatte mie. È il mio essere un po’ nomade, il mio viaggiare
in continuazione in gruppi diversi, il mio irrefrenabile istinto di indagare su
come le persone si relazionano e interagiscono sia con gli altri che con se
stesse. È fine in realtà, la differenza fra me e qualunque mio altro coetaneo.
Il futuro non mi spaventa, mi solleva pensare a qualcosa su cui posso solo
fantasticare, di cui non posso aver ancora scordato nulla. Tutto il resto è
rigorosamente registrato nella mente... immobilizzato sotto due dita di acari.
Probabilmente in fondo, è solo una perversione, che come tutto il resto un
giorno cadrà nel disordine dei miei pensieri, anche se ogni notte ci dormirò
su.