Liceo Scientifico “Paolo Frisi” - Monza

Premio Letterario “Federico Ghibaudo”


“L’UNICO DESTINO CERTO”
di Giacomo Delledonne - 5aE

Una domenica pomeriggio come le altre stavo tornando da una trasferta calcistica; erano circa le 18 e al bordo della tangenziale vidi un uomo disteso a terra. Di fianco una moto da corsa distrutta con molte persone accanto tra cui personale del pronto soccorso che cercavano di rianimarlo. Spero che capiate il messaggio di questo mio testo.


Corro. Veloce: come non ho fatto mai... Il vento mi investe. Mi sento libero. Come nel vuoto di un turbamento... Il senso del mio vagare mi ha condotto in questa autostrada. Supero chiunque trovo davanti a me. Mi sento invincibile... Ma ecco un momento di debolezza e di distrazione. Un rumore sordo, picchio violentemente la testa, non so più chi sono, ma giunge rapida alla mente una domanda: perché sono in questa dannata autostrada? Chi me l’ha fatto fare? Sta per arrivare qualcuno...

Io sono l’unico destino certo, insieme alla vostra esistenza ovviamente. Io sono di tutti voi signora e davanti alla mia falce dovrete chinare il capo. Vago attraverso l’oscurità. Vi accompagno sempre e ovunque... Quando dormite, quando camminate, quando correte a duecento all’ora con una moto da corsa in autostrada, quando parlate, quando leggete un libro sdraiati sul vostro letto, quando scrivete, quando litigate, quando fate la pace... In ogni momento della vostra vita vi sono accanto... Anche prima che voi veniste al mondo...

Nessuna filosofia, nessuna religione può dare risposta certa all’ eterno interrogativo che porta con sé la mia persona... Forse il buio serve ad immaginarmi... Forse dopo che vi prenderò alcuni vi ricorderanno... Ma prima o poi vi scorderanno... Vi libero da ogni pressione della vita... E vi libero per sempre da ogni angoscia, preoccupazione, gioia e felicità...

Tu mi vedesti quel maledetto pomeriggio, arrancavi nel buio attonito nella confusione dei tuoi errori, nella selvaggia frenesia della tua agitazione, nell’insana follia del momento, nel dolore mai attenuato dei tuoi tormenti...

Molti artisti mi hanno rappresentato... Sempre in contesti oscuri, cupi, tenebrosi... I pittori mi dipingono con colori freddi e con il nero e, vicino a me, sempre esseri umani in preda alla follia e alla disperazione...
Tutti mi evitano... Hanno paura di me anche quando non mi hanno di fronte... Per questo mi sento molto sola... Soffro di solitudine...

Posso essere l’espiazione delle colpe ma non posso mai ripararle. Invece tu ora fuggi da me come se fossi il peggior male, ora mi invochi come sollievo ai mali che stai vivendo.
Io sono il riposo, ma il mio pensiero è il seccatore di ogni riposo. Alcuni dicono che Dio mi abbia inventato per farsi perdonare della vostra vita piena di sofferenze... Ma io sono solamente l’unico destino certo...


 

 

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