Liceo Scientifico “Paolo Frisi” - Monza

Premio Letterario “Federico Ghibaudo”

“VITA DI UNA PANCHINA”
di Massimiliano Corrubolo - 5a H

Nascita: 
Un albero cresce, viene tagliato e poi ulteriormente diviso in listarelle più piccole. Le giovani listarelle incontrano per la prima volta uno smalto: quello verde, che le accompagnerà per molto tempo fino al momento del cartello "vernice fresca". 

Infanzia: 
Le listarelle fanno conoscenza con gli amici pezzi di acciaio e viti e bulloni: un forte legame li terrà così uniti per tutto il corso della loro vita. La panchina ormai vera e propria passa squallidi momenti in un furgoncino per arrivare a casa: il parchetto del quartiere. Degli energumeni molto grezzi la maneggiano manescamente per montarla. Ora è finalmente a casa! 

Giovinezza: 
I primi sfregi, i primi atti vandalici, le prime scritte con Uniposca, sbianchetti e taglierini. La panchina impara un linguaggio interessante ma inutile: tvb, tat, tv 1 mdb, tutte sigle che hanno senso ma non hanno effettivamente alcun significato... Tuttavia è felice di scoprire che non tutti i giovani sono come i suoi "maestri". 

Pubertà: 
"Vernice fresca". Eccoci al primo momento veramente importante della sua vita! Il primo di una lunga serie di cartelli che la renderanno celebre fra gli amanti degli scherzi da bricconi! Da verde si passa al bianco, poi ancora al verde, e infine ancora al bianco, ogni tanto si varia con un poco credibile rosso... La sua è una vita piena di sorprese e veramente emozionante! 

Adolescenza: 
I primi amori, le prime coppie che si ritrovano sulla panchina a tubare teneramente tutto il pomeriggio! E alla sera le prime trasgressioni con le prime birre rovesciate, i tappi stappati sulle parti ferrose che sembrano create apposta per quello scopo. E poi le prime bruciature di sigaretta: buchini neri che qua e là la rendono teneramente lentigginosa... E le prime bruciature di cose che non sono propriamente sigarette... 

Età adulta: 
La panchina ormai è frequentata dagli anziani che, anzi, ormai ne sono i veri padroni. I ragazzi che la usavano anni prima come punto di ritrovo le sere d'estate ormai hanno il motorino o la patente e hanno posti migliori in cui trovarsi. La panchina scopre lo sport! Il calcio, il ciclismo, la formula 1! E poi conosce il mondo della politica, con tutto il giostrarsi di luoghi comuni che le gira attorno... Ma questo non la interessa molto, tanto non vota! 

Vecchiaia: 
Ormai solo gli anziani si recano regolarmente a trovarla. Gli anziani e i piccioni: gli anziani che danno da mangiare ai piccioni e i piccioni che lasciano poco educatamente le loro cacchine sulle listarelle ormai mezze bianche e mezze verdi, mezze scritte e mezze bruciacchiate. 

Morte: 
Il momento più brutto della vita della panchina. E anche il più triste, perché il parchetto del quartiere verrà sostituito da un parcheggio per un supermercato... Gli ultimissimi momenti la panchina li passa a guardare il cantiere all'opera, vede i primi abbozzi di una costruzione che per lei rimarrà solo una serie di piloni di cemento armato e poco più. Infine ancora in uno squallido furgone viene postata al cimitero delle panchine. Tutto sommato è soddisfatta della sua vita: poco rimpiange di non aver fatto, e per nulla si pente di quanto invece ha vissuto; ci lascia con un sorriso. 

 

 

 

[home]