Liceo Scientifico “Paolo Frisi” - Monza
Regalarle una panchina per San Valentino gli sembrava un'idea decisamente buona considerando che su Una Panchina si era dichiarato con tanto imbarazzo e su Una Panchina avevano passato ore e ore assieme. Ma soprattutto gli piaceva l'idea che quando la Sua Amata sarebbe tornata dal viaggio di tre lunghissimamente interminabili mesi in Scozia per imparare bene l'inglese avrebbe trovato una sorpresa che avrebbe sicuramente gradito molto. (E in ciò dovette ammettere che la data di ritorno della Sua Amata coincidente con San Valentino era una vera fortuna.) Eppure non sapeva se l'avrebbe ottenuta dal Comune tanto facilmente, e difatti fu un'impresa ardua impossessarsene. La prima difficoltà fu quella di sconfiggere il drago posto a guardia dei favolosi tesori nascosti nella caverna nella foresta delle streghe albine mangiatrici di radici di olmi in cima al monte fatato in mezzo alla valle delle sabbie dorate nel paese dei cavalcatori delle nuvole nere. Poi una volta raggiunto l'interno della caverna e raggiunto lo sportello (al quinto piano, e senza ascensore!) dove venivano sbrigati certi lavori dovette leggere, firmare o siglare una serie impressionante di moduli senza senso. Decine e decine di sigle e numerini messi l'uno dopo l'altro come se avessero avuto veramente un senso! Per il Nostro però tutte quelle sigle non ce l'avevano proprio per niente un senso. Un po' come le sette righe precedenti. E di sette o otto o nove righe di buon legno di un buon pino aveva bisogno il Nostro, ma il Comune non concedeva tanto facilmente il permesso ("chissà perché!" pensava il Nostro a ragion veduta). Ovviamente la parte del drago posto a guardia dei favolosi tesori nascosti nella caverna nella foresta delle streghe albine mangiatrici di radici di olmi in cima al monte fatato in mezzo alla valle delle sabbie dorate nel paese dei cavalcatori delle nuvole nere non è mai avvenuta, se non nella sua mente. Però avrebbe volentieri voluto raccontarla alla Sua Amata, come tante altre cose che le aveva raccontato proprio su Una Panchina per farla innamorare di sé. Aveva già in mente dove l'avrebbe fatta installare, rivolta verso il mare ("ovviamente"), e di quale colore ("un bel rosso, il suo preferito!"). Il problema era il Comune che per inspiegabili motivi ritardava con motivazioni quanto mai ridicole l'installazione della panca tanto desiderata. Poi però notò una cosa che lo sconvolse abbastanza da indagare fino in fondo sulle cause delle misteriose sparizioni/rimozioni di alcune panchine nella Ridente Cittadella. Perché di questo si trattava, sparizioni apparentemente inspiegabili delle panche in alcuni dei punti dall'atmosfera più -per così dire- romanticizzante. Attraverso giri di conoscenze, amicizie, parentele e voci di corridoio venne a sapere che in seguito all'infelice divorzio del Signor Sindaco dalla Signora Moglie Del Signor Sindaco, il primo aveva deciso di rimuovere le panchine perché anch'egli era stato a suo tempo vittima di quella quasi magica influenza che le panchine hanno su tutte le coppiette, e di conseguenza le aveva fatte togliere perché queste gli facevano tornare in mente i bei momenti passati assieme alla ormai ex-moglie. Per una sorta di ripicca quindi non voleva che altre coppie potessero godere della felicità di cui lui era stato privato. Mal comune mezzo gaudio! Mal in Comune, mal di tutti! No, no, doveva trovare una soluzione a quel problema di cuori... Ma sapeva che anche questa si sarebbe rivelata un'impresa di non poco conto, visto e considerato il fatto che non aveva la minima idea del punto da cui partire. Opzioni: trovare una Nuova Compagna Per Il Signor Sindaco; far dimenticare al Signor Sindaco la Signora Moglie Del Signor Sindaco o infine aspettare le prossime elezioni comunali nella speranza che il Neo Signor Sindaco risulti più comprensivo nei confronti del Nostro; ma nessuna di queste sembrava attuabile. Doveva provare qualcosa. E doveva fallire -aggiunse pessimisticamente fra sé e sé- La situazione iniziava a farsi drammatica. Non voleva cambiare regalo, voleva quella Panchina Rossa Volta Verso Il Mare! Ma non poteva averla. Accese un paio di ceri in chiesa. Avrebbe fatto un bel pellegrinaggio a Lourdes ma non ne aveva il tempo. Poi all'improvviso l'ossessione del Signor Sindaco per le panchine prese una piega indecorosamente ossessiva: ora tutte le panchine (a parte una che per un curioso caso giudiziario era diventata la "casa" per un uomo agli arresti domiciliari sulla panchina stessa perché cacciato dalla famiglia in seguito agli ennesimi guai con la Giustizia) della Ridente Cittadella erano sparite. O meglio erano state sequestrate e portate in un capannone di proprietà, manco a dirlo, del Signor Sindaco. Ma non era finita: nel capannone le panchine non erano semplicemente stipate a prendere polvere, ma erano state quasi tutte smontate (quelle smantellabili) per dare vita a una inverosimile e decisamente grezza statua lignea dalle sembianze della Signora Moglie Del Signor Sindaco. Il Signor Sindaco fu rinchiuso in un ottimo manicomio, il migliore che si potesse desiderare (per quanto desiderabile possa essere un manicomio... ). Senza ormai alcun ostacolo a intralciare la realizzazione del suo sogno il Nostro ottenne la Panchina Rossa Volta Verso Il Mare. Fece apporre una targhetta d'oro recante il suo nome e quello della Sua Amata e su quella panchina le fece in seguito la dichiarazione di matrimonio. Si sposarono. Ebbero figli che giocarono su quella stessa panchina. Il Signor Sindaco poi guarì dalla malattia e trovò una Nuova Compagna Per Il Signor Sindaco (una infermiera del manicomio... Banale, però sono felici, non disturbiamoli oltre... ). E infine il Neo Signor Sindaco non fu colpito dalla malattia del suo predecessore. Fine.