Liceo Scientifico “Paolo Frisi” - Monza

Premio Letterario “Federico Ghibaudo”


“SPROFONDARE”
di Alice Gabelli - 5a B


Sto morendo. 
Sprofondo lentamente verso il basso, l’acqua mi soffoca e mi protegge, abbraccia ogni singola parte del mio corpo e mi strappa la vita lentamente. 
Resto immobile e mi domando. 
Mi accorgo dell’inesorabile corso degli eventi, qual è il mio destino? 
Resto immobile e mi chiedo. 
Che ricordo avrà di me questo mare? 
Resto immobile e guardo un’ombra sopra di me, una macchia che sta prendendo avidamente possesso della superficie dell’acqua. 
Se ne impadronisce. La occupa. 
Ne prende arrogante il posto senza curarsi del mio corpo,
io che mi domando, io che sotto di lei sto sprofondando. 

Forse è questo che vuol dire morire, significa abbandonarsi lentamente al mondo che senza farei caso ci inghiotte, significa restare immobili e smettere di lottare, significa non cercare più di restare a galla e cadere lentamente. Forse. 

Guardo la macchia sopra di me che si allarga sempre più. 
Rapisce la mia luce, ogni immagine, ogni colore, ogni suono, ogni realtà.
La sua prossima preda sono io. Ho paura? 
La guardo, mi guardo. 

Scendo sempre più in basso, verso il fondo infinito di questo mare in cui sono immersa, verso quel luogo che ci attende instancabile, verso quel tempo che prepotente si fa spazio nella storia di ognuno di noi, verso il nulla più grande, verso l’eterno dubbio. 
La macchia è diventata mia compagna in questa discesa ovattata. 
Io non so se ciò che provo è paura. 
Come potrei temerla ora che, sola, resta con me? Come potrei non temerla ora che, sola, mi fissa morire? 
Non c’è più niente intorno a me, niente all’infuori di lei, niente se non lei. 
Il mio corpo si è svuotato di ogni dolore, di ogni piacere, di ogni resto di ciò che ero. 
Io ero, io non sono più, io scendo. 

Cosa sono adesso? 
Non la vedo, non la ascolto, non sento più il suo sguardo su di me, la sua presenza al mio fianco, la percepisco solamente. Non sono più e non potrebbe essere altrimenti. 
La macchia ha riempito ogni spazio, non è più sopra di me, intorno a me. 
La macchia ha preso il mio posto. Ora sono io e sono lei. 
Non mi chiedo più se devo avere paura. Adesso.


[home]